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Triste conta delle vittime civili in Afghanistan

· Secondo un rapporto delle Nazioni Unite aumentano morti e feriti nel primo semestre dell’anno ·

Record di vittime civili in Afghanistan nella prima metà del 2015. Secondo l’Onu, tra gennaio e giugno c’è stato un aumento dell’1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: 1.592 civili sono morti e 3.329 sono rimasti feriti.

Il luogo di un attentato nella capitale Kabul (Ap)

Il rapporto, diffuso dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama), mostra le fragilissime condizioni di sicurezza a sei mesi dalla fine della missione di combattimento delle forze di sicurezza e di assistenza in Afghanistan (Isaf, a guida Nato) che si è conclusa nel dicembre scorso, dopo 13 anni. Dal primo gennaio è stata avviata la nuova operazione Resolute support che ha l’obiettivo di addestrare e sostenere i soldati afghani e le forze di sicurezza.

Il rapporto sostiene che la maggior parte delle vittime (il 90 per cento) sono state prodotte da scontri sul terreno, scoppio di rudimentali ordigni (ied), attacchi complessi e suicidi e assassinii mirati. Secondo l’Unama la stragrande maggioranza delle vittime (oltre il 70 per cento) sono state causate dalle forze antigovernative (per la maggior parte gli insorti talebani), mentre la quota delle forze governative e della coalizione internazionale che le appoggia è del 16 per cento. Il restante 14 per cento è formato da vittime la cui responsabilità non è stato possibile attribuire a una delle parti in conflitto o di cui non si conosce la natura. 

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