Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tripoli rischia la catastrofe ambientale

· Fuori controllo l’incendio dei depositi di carburante vicino all’aereoporto ·

I diplomatici occidentali continuano ad abbandonare la Libia che sprofonda nella spirale incontrollabile del caos, mentre nell’area di Tripoli si rischia la catastrofe ambientale. Nei pressi dell’aeroporto, infatti un deposito di idrocarburi colpito domenica da un razzo ha preso fuoco.

Le fiamme si sono successivamente estese a un secondo serbatoio e i vigili del fuoco, secondo quanto riportato dal portavoce della compagnia nazionale del petrolio, Mohamed Al Hrari, hanno «lasciato definitivamente la zona a causa dei combattimenti», che nelle ultime due settimane hanno fatto quasi cento morti e quattrocento feriti. È stato il Governo libico a mettere in guardia sul rischio di una «catastrofe umanitaria e ambientale dalle conseguenze difficili da prevedere». L’incendio è infatti «fuori controllo». La popolazione è stata invitata a lasciare la zona perché si rischia una «grande esplosione» nel raggio di alcuni chilometri.

ntanto, dopo gli statunitensi — che hanno lasciato la capitale libica due giorni fa — a ricevere l’indicazione di partire sono stati ieri i diplomatici tedeschi e austriaci. Resta invece a Tripoli l’ambasciatore italiano, Giuseppe Buccino, unico tra gli occidentali. Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha chiesto di «ricondurre gli sforzi internazionali in Libia a un coordinamento dell’Onu per fermare le violenze». 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE