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A Tripoli mezzo milione
di bambini in pericolo

· ​Allarme dell’Unicef ·

Mezzo milione di bambini sono a rischio a Tripoli. L’allarme arriva dal direttore generale dell’Unicef per il Medioriente e il Nord Africa, Geert Cappelaere. In una nota pubblicata ieri, il responsabile dell’ong racconta che «la mancanza di cibo, acqua ed energia elettrica è fra le sfide quotidiane che i bambini e le famiglie affrontano». Nel paese è in corso un’epidemia di morbillo, aggiunge Cappelaere, con oltre 500 casi segnalati — la maggior parte dei quali bambini. «Una sempre maggiore mancanza di servizi sanitari pienamente operativi — avverte — porterà soltanto a ulteriori casi di morbillo». Il direttore generale dell’Unicef per il Medioriente e il Nord Africa riferisce inoltre che «un’intera famiglia, fra cui due bambini, è stata uccisa a Tripoli a causa della caduta di un missile sulla loro casa». Quanto accaduto porta a otto il numero totale di bambini uccisi dall’inizio delle violenze, il 27 agosto, nella città di Tripoli. Inoltre, l’Unicef è a conoscenza del fatto che «un numero maggiore di bambini è stato reclutato per combattere, esponendoli a un pericolo immediato». Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Unocha), dal 26 agosto sono 5.000 le famiglie sfollate che hanno lasciato le loro case cercando rifugio in aree più sicure, di cui 1.700 solo nelle ultime 48 ore. Altre, invece, «hanno paura di lasciare le loro case a causa di saccheggi da parte di gruppi armati o criminali», riferisce l’organizzazione. Sempre secondo l’Unocha, dopo circa un mese di scontri si contano almeno 115 civili uccisi e almeno 560 feriti. Da sabato sono invece undici le persone che hanno perso la vita, per la maggior parte civili. Dal canto suo la Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha annunciato che sta preparando una lista delle violazioni del diritto umanitario internazionale in relazione agli scontri di Tripoli.

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