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Siglata l’intesa
fra Tripoli e Tobruk

· Nasce la nuova Libia con il sostegno delle Nazioni Unite ·

Rabat, 17. Quello di oggi «è un giorno storico per la Libia perché si volta pagina rispetto al passato». È quanto ha affermato l’inviato dell’Onu, Martin Kobler, durante la cerimonia di firma del Governo di riconciliazione nazionale libico in corso a Skhirat in Marocco. 

L’inviato speciale dell’Onu per la Libia  Martin Kobler (Ansa)

Tra le sfide davanti al nuovo Governo, per l’inviato speciale dell’Onu, ci sarà «quella di combattere il terrorismo, porre fine alla guerra a Bengasi e avviare interventi umanitari urgenti». Prima della cerimonia era stato lo stesso Kobler ad ammettere che «è nella natura di questa intesa che nessuno sia interamente soddisfatto. Il 75 per cento di coloro che hanno partecipato ai negoziati lo è. Ed è un buon inizio».

Oltre ai rappresentanti del Parlamento di Tobruk e del Congresso nazionale generale di Tripoli, sono presenti a Skhirat per la nascita di una nuova Libia anche sette ministri degli Esteri, tra cui il capo della Farnesina, Paolo Gentiloni, e rappresentanti delle municipalità più significative, come Misurata e Zintan.

Sul terreno, intanto, ieri sera sono scoppiati violenti combattimenti nei pressi dell’aeroporto di Tripoli. Altri scontri si sono registrati ad Ajdabiya, centro petrolifero a est di Sirte, dove i miliziani jihadisti hanno rafforzato le proprie posizioni nella regione, forse con l’obiettivo di attaccare i campi e i depositi di petrolio e gas. A Bengasi, infine, caccia hanno condotto cinque raid contro postazioni di gruppi affiliati all’Is.

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