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Tripoli e Tobruk ancora distanti

· Aperto un canale di dialogo ma la situazione in Libia resta caotica ·

Il generale libico Haftar visita  una base vicino Bengasi (Afp)

Resta caotica la situazione in Libia nonostante le forze fedeli al governo di Tripoli del primo ministro designato, Fayez Al Sarraj, siano riuscite a liberare Sirte, ex roccaforte del cosiddetto stato islamico (Is). Uno dei viceministri del governo di unità nazionale ha annunciato ieri le dimissioni, riconoscendo di aver fallito nella sua missione. Moussa Al Kuni, rappresentante della minoranza tuareg, è uno dei tre vicepremier dell’esecutivo che si è installato a Tripoli il 30 marzo del 2016 per ristabilire l’ordine nel paese sconvolto dalle violenze. Il governo del premier Al Sarraj, sostenuto dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dai paesi europei, fatica tuttavia a imporre la sua autorità.

E, intanto, il generale Khalifa Haftar, sostenuto dal parlamento eletto di Tobruk che non ha ancora votato la fiducia al premier Al Sarraj, ha affermato che la Russia è pronta ad agire per mettere fine all’embargo di armi contro la Libia decretato dopo la fine del regime del colonnello Muammar Gheddafi. Il generale Haftar, reduce da una missione a Mosca, ha aggiunto che il governo russo gli ha promesso aiuti militari, ma solo dopo la cancellazione dell’embargo Onu sulle armi. Haftar ha anche aperto al dialogo con il governo di unità nazionale del premier Al Sarraj, ma ha sottolineato che è difficile parlare di «politica nelle circostanze attuali». Combattimenti vengono segnalati nel quartiere di Ganfuda, a Bengasi. tra le forze di Haftar e le milizie islamiste.

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