Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tripoli chiede ad Ankara
l’invio di truppe

· Contro l’avanzata di Haftar ·

Precipita la situazione in Libia, dove il Governo di accordo nazionale — sostenuto dalle Nazioni Unite — ha chiesto formalmente alla Turchia di intervenire, fornendo sostegno militare, terrestre e marittimo, contro l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, ormai alle porte della capitale, Tripoli. Lo ha dichiarato un funzionario governativo libico a Sky News arab.

Un posto di osservazione delle forze militari di Al Sarraj (Reuters)

La richiesta ufficiale di Tripoli è arrivata qualche ora dopo l’annuncio del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, secondo cui ai primi di gennaio il Parlamento di Ankara voterà una mozione sull’invio di truppe in Libia a sostegno del Governo di accordo nazionale.

L’esercito turco è «pronto a svolgere qualsiasi compito in patria e all’estero», ha dichiarato stamane il portavoce dell’esercito, Nadide Sebnem Aktop, durante la conferenza stampa di fine anno. Il voto in Parlamento dovrebbe svolgersi il 7 gennaio, dopo la riapertura al termine della pausa di fine anno.

In questo stesso periodo si dovrebbe svolgere l’atteso bilaterale tra Russia e Turchia. Ufficialmente i presidenti Erdoğan e Putin si incontreranno per inaugurare il lancio del gasdotto TurkStream, previsto nei primi giorni dell’anno, ma appare evidente che sarà l’occasione per fare il punto sulla crisi libica, dove sono schierati su fronti opposti.

La diplomazia internazionale si è subito messa al lavoro per scongiurare un’escalation dagli effetti imprevedibili. L’obiettivo è quello di fare sedere le parti in lotta al tavolo della Conferenza di Berlino, prevista per metà gennaio, e poi — seguendo la road map tracciata dalle Nazioni Unite — organizzare un vero e proprio summit tra emissari dei due schieramenti a Ginevra.

Il dossier libico è anche al centro delle discussioni in Europa. Per il 30 dicembre prossimo, a Bruxelles, è infatti stata convocata una riunione a livello di alti funzionari dei ministeri degli esteri di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, riferiscono alle agenzie di stampa internazionali fonti diplomatiche. Obiettivo della riunione è di preparare la missione dell’Ue annunciata nei giorni scorsi dal ministro degli esteri italiano, Luigi Di Maio, dopo il suo viaggio in Libia, per coordinare gli sforzi dei quattro paesi europei maggiormente interessati. La missione, sotto la guida dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, dovrebbe avvenire al più presto, prima della prevista conferenza di Berlino.

«Deve essere chiaro che in Libia non può esserci una soluzione militare», ha dichiarato alla stampa internazionale il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «La Libia soffre per la presenza di attori esterni che provano a influenzarne il futuro. L’Unione europea è compatta nel sostenere il processo di pace condotto dalle Nazioni Unite e nel dire che l’unica soluzione possibile passa per un accordo diplomatico e politico tra tutti gli attori libici», ha aggiunto l’Alto funzionario di Bruxelles. Von der Leyen ha poi denunciato come «in questo momento ci sono troppi attori che cercano di spaccare il Paese con le armi». «Riteniamo — ha precisato — che una soluzione per un futuro di pace duratura in Libia possa meglio realizzarsi nell’ambito del processo di Berlino dell’Onu, nel quale anche l’Unione europea è coinvolta».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE