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Trilaterale per il dialogo
su Gerusalemme

· Re Abdallah, Kerry e Netanyahu ad Amman ·

Un impegno fermo a ridurre le tensioni a Gerusalemme: è quanto ha ottenuto il segretario di Stato americano, John Kerry, nell’incontro, ieri ad Amman, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il re giordano Abdallah. 

Un anziano a Gerusalemme (Epa)

La situazione a Gerusalemme allarma dunque gli Stati Uniti, che stanno provando a sventare un’escalation delle violenze e a rimettere israeliani e palestinesi attorno al tavolo dei negoziati. E questo soprattutto dopo i fatti delle ultime settimane e le accuse reciproche tra le due parti.

Nel vertice trilaterale il monarca giordano ha subito denunciato «le iniziative unilaterali israeliane» a Gerusalemme e ha sottolineato «l’importanza del ruolo degli Stati Uniti per far ripartire i negoziati di pace basati sulla soluzione dei due Stati e l’iniziativa di pace araba». Dal canto suo, Netanyahu, pur rinnovando l’impegno a non modificare lo status quo sulla Spianata delle Moschee — ossia la disposizione che vieta agli ebrei ultraortodossi di pregare in quell’area — ha esplicitamente attribuito la responsabilità delle violenze al presidente palestinese Mahmoud Abbas. Prima di questa trilaterale, il capo della diplomazia americana si era confrontato sugli stessi temi con il presidente palestinese, giunto da Ramallah dopo le cerimonie per il decennale della morte di Yasser Arafat.

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21 aprile 2019

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