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Trichet punta sulla stabilità dei prezzi

· Mercati sotto pressione per i bond spagnoli e portoghesi ·

L’economia mondiale si sta riprendendo a un tasso più elevato del previsto, anche in Europa, ma ora torna a riaffacciarsi lo spettro dell’inflazione a causa della fiammata dei prezzi alimentari: queste le due facce dell’economia globale all’inizio del 2011, secondo il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet. La corsa degli alimentari e anche, ma in misura minore, dei prodotti petroliferi sta avendo conseguenze sociali rilevanti in diversi Paesi in via di sviluppo, soprattutto nelle aree più povere. Perciò — ha detto il banchiere francese — occorre puntare sul rigore e sulla stabilità dei prezzi.

Trichet ha parlato ieri, in veste di numero uno del Global Economy Meeting , al termine della riunione della Bri (Banca dei regolamenti internazionali) a Basilea. Il presidente della Bce ha ricordato come in Europa ci sia unità di intenti nel mandare al mondo un messaggio chiaro, ovvero che le politiche di bilancio sane e il consolidamento dei conti sono fondamentali per rendere duratura la crescita. Anche sulla necessità di stabilizzare i prezzi c’è unanime consenso — ha sottolineato Trichet — sebbene, per il momento, il fenomeno interessi più che altro le economie emergenti con un divario rispetto a quelle avanzate. Il fenomeno ha una sua natura strutturale — ha aggiunto — dovuta al cambio delle abitudini delle famiglie nei Paesi emergenti.

Per il momento, comunque, al principio del quarto anno della grande crisi, la ripresa globale sembra confermarsi e andare appunto al di là delle aspettative. Seppure a tassi diseguali rispetto al treno composto da India, Cina e Brasile, anche l’Europa ha ripreso a crescere — ha rilevato Trichet — «almeno fino a ora». E il superindice Ocse di novembre 2010 certifica segni di accelerazione dell’attività economica, seppure deboli. Nei Paesi emergenti, inoltre, non si arresta il flusso di capitali a breve termine, attratti dagli alti tassi di crescita, e che provocano squilibri nella valute locali tanto da aver costretto i Governi a intervenire più volte e indotto la Francia, presidente di turno del g20, a inserire il tema nell’agenda dell’organismo.

Sul fronte dei mercati, intanto, restano sotto pressione i titoli di Stato di Spagna e Portogallo. I timori stanno alimentando le speculazioni su un possibile ricorso al salvataggio del Portogallo. Lo spread tra bond spagnoli a dieci anni e i bund tedeschi si è allargato toccando ieri il nuovo record a 5,562 punti percentuali contro i 5,526 della chiusura di venerdì scorso, il livello più alto dal 2000. Quello tra i bond portoghesi e i bund ha raggiunto i 7,139 punti percentuali in prossimità del picco di 7,193 segnato venerdì.

Il Giappone si è impegnato oggi a comprare i bond che l’eurozona emetterà alla fine del mese. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, Yoshihiko Noda, al termine di una riunione di Governo in cui ha spiegato che Tokyo sta pensando all’acquisto di una quota del Fondo europeo di stabilità finanziaria, garantito dagli Stati della zona euro e che, alla fine del mese, emetterà bond per finanziare il salvataggio dell’Irlanda.

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