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Trenta civili
uccisi in Iraq

· In una serie di attacchi nel nord del paese ·

Violenze senza fine in Iraq. Almeno trenta civili sono stati uccisi ieri nel nord del paese, in attacchi che le forze di sicurezza hanno addebitato ai miliziani del sedicente stato islamico (Is), ancora presenti nelle regioni di Mosul e di Kirkuk. L’episodio più grave è avvenuto sull’autostrada tra Baghdad e Kirkuk, dove i jihadisti hanno ucciso 15 civili e ne hanno rapiti altri dieci, dopo averli fatti fermare a un falso posto di blocco. I corpi sono poi stati dati alle fiamme. In un villaggio vicino a Qayyara, a una sessantina di chilometri a sud di Mosul, miliziani armati hanno fatto irruzione nella casa di un capo tribale locale, uccidendo l’uomo, suo figlio e sei loro ospiti. Una fonte di polizia ha detto che gli assalitori sono poi fuggiti a bordo di auto di proprietà della famiglia attaccata. A un altro falso posto di blocco allestito a sud di Kirkuk, un gruppo di uomini armati ha invece ucciso una famiglia di cinque persone. Fonti di stampa riferiscono inoltre che nella serata di ieri un attacco è stato compiuto contro un gruppo di miliziani lealisti delle forze della mobilitazione popolare (Pmu, a maggioranza sciita), vicino alla città di Daquq, a 40 chilometri a sud di Kirkuk. Due miliziani sono stati uccisi e altri sei sono rimasti feriti. Dopo questa serie di attacchi, il presidente della commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza, Hakim Al Zamili, ha affermato che i miliziani dello stato islamico si stanno organizzando per attaccare la città di Samarra. Nonostante le condizioni di sicurezza in Iraq rimangano precarie a causa della presenza di cellule terroristiche, non si ferma nel paese il rientro dei profughi e degli sfollati interni. Sono 125 le persone rientrate nel distretto di Al Hadhar, a circa 80 chilometri a sud-ovest di Mosul. La zona è stata sottratta al controllo dello stato islamico il 27 marzo del 2017. Come in altre regioni dell’Iraq, al momento della ritirata, i terroristi hanno provveduto a minare strade e abitazioni di Al Hadhar e anche per questo il ritorno della popolazione procede con notevole lentezza.

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19 giugno 2018

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