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​Treno carico di speranze

· ​Anniversario delle «Patronas» messicane ·

Sono le 9 del mattino e Norma Vázquez Romero accende come ogni giorno il fuoco dei due pentoloni di quasi un metro di diametro in una grande cucina umile ma molto ordinata di un piccolo villaggio messicano diventato punto nevralgico della migrazione tra America Centrale e Stati Uniti.

Un minorenne migrante cerca di salire sul convoglio merci

Lei, insieme a un gruppo di diciotto donne della sua famiglia cucinano senza sosta tutti i giorni, quattro volte al giorno, dal 14 febbraio 1995. E così oggi festeggiano il loro anniversario. Acqua, riso e fagioli infilati dentro semplici buste di plastica in modo da poter essere lanciati a chi viaggia come clandestino con la Bestia — il treno merci che percorre tutto il Messico. E una delle linee ferroviarie collegata a Città del Messico, principale via di trasporto per centinaia di migranti provenienti dall’America Centrale. Aggrappate al treno centinaia e centinaia di persone: in alto sopra i vagoni attendono con ansia l'arrivo alla frazione La Patrona, del Comune di Amatlán de los Reyes, in Veracruz, si allungano nel vuoto tenendosi a finestrini e maniglie per prendere i sacchetti delle donne che si trovano vicino alle rotaie e che tutti chiamano le Patronas.

Il treno fischia e le donne iniziano a darsi da fare. Qualche frutto e qualche cucchiaio di riso in una busta di plastica ben annodata e una bottiglia d’acqua. Il tutto lanciato con perizia dal bordo dei binari attraverso i portelloni aperti dei vagoni, con il loro carico di uomini, donne, bambini e speranze. Il carico umano che è arrivato fin qui ha già percorso centinaia di chilometri con ogni mezzo, a piedi, in barca, in pullman. Accade questo da 21 anni. «Bisogna provare la povertà per darsi una ragione, il bisogno di credere che ci sia qualcosa di più della miseria e dell'abbandono, sono più forti di qualsiasi muro, di qualsiasi fiume, di qualsiasi mafia, di qualsiasi crisi. È la forza di chi non ha nulla da perdere» sostiene la leader delle donne di Veracruz.

Le Patronas sono state insignite del più importante dei riconoscimenti nazionali: il premio nazionale per la difesa dei diritti umani del 2013. Il vescovo della diocesi di Saltillo (Messico), José Raúl Vera López, è stato uno dei primi a chiedere un riconoscimento internazionale per questo gruppo di donne che gratuitamente lavorano a favore dei migranti.

di Silvina Perez

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19 settembre 2019

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