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Trema ancora
la terra in Indonesia

· Si aggrava il bilancio delle scosse sismiche e del successivo maremoto ·

Ritrovati i cadaveri di 34 studenti di teologia sotto le macerie di una chiesa distrutta

Un’abitante del villaggio di Wani, nel Sulawesi, dove si è incagliato un ferry (Reuters)

Mentre la terra in Indonesia continua ancora a tremare, è salito a 1234 morti il bilancio delle due scosse sismiche e del successivo maremoto che venerdì scorso hanno investito l’isola di Sulawesi. Lo hanno reso noto le autorità locali, precisando che, al momento, ci sono centinaia di dispersi e più di mille feriti, molti dei quali ricoverati in ospedale in gravissime condizioni. Gli sfollati sono decine di migliaia.

Stamane, la nuova scossa di terremoto di magnitudo 6,3 sulla scala Richter è stata registrata sull’isola di Sumba. La scossa odierna ha provocato la lesione di muri di diverse abitazioni, mentre la gente in preda al panico è fuggita in strada, ma per ora non si hanno notizie di vittime o feriti, né è stata emessa alcuna allerta tsunami. Intanto, nel distretto di Sigi, i soccorritori hanno trovato i cadaveri di 34 studenti di teologia sotto le macerie di una chiesa distrutta dalla prima scossa di venerdì scorso. Secondo quanto riferito dalla Croce rossa, le vittime facevano parte di un gruppo di 86 studenti che stavano frequentando un corso sulla Bibbia presso il centro di formazione Jonooge Church. Per ora non si hanno notizie dei 52 ragazzi che erano con gli altri. Finora la maggior parte delle vittime del terremoto e del maremoto si è registrata a Palu, capoluogo della provincia di Sulawesi centrale. In città si continuano a scavare fosse comuni per seppellire le centinaia di corpi finora recuperati, anche se le autorità hanno avvertito che si troveranno ulteriori vittime, una volta che i mezzi pesanti avranno liberato l’area dalle macerie. Le onde del maremoto, alte anche fino a tre metri, si sono abbattute anche sulle tre carceri dell’area. Oltre mille detenuti sono riusciti a fuggire, come ha reso noto il governo locale, che ora dovrà fronteggiare anche questa emergenza nell’emergenza. Si aggiungono i consueti episodi di sciacallaggio.

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19 dicembre 2018

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