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Tregua umanitaria in Siria

· Decisa dal Cremlino per permettere l’arrivo dei convogli e l’evacuazione dei civili ·

Ankara si oppone a una sospensione delle ostilità nella regione di Afrin

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha deciso una tregua umanitaria di cinque ore ogni giorno, dalle 9 alle 14, per permettere l’arrivo di convogli umanitari nel Ghouta orientale e in altre zone di conflitto in Siria, a partire dalla regione di Afrin, assediata dall’esercito turco. La pausa quotidiana nei combattimenti servirà anche all’evacuazione dei civili dalle zone di guerra.

Soccorritori in azione sotto le bombe nel Ghouta orientale (Ap)

Il ministro della difesa russo, Serghei Shoigu, ha precisato che «sarà aperto un corridoio umanitario affinché i civili se ne possano andare: le coordinate sono state preparate e saranno segnalate nel prossimo futuro». Come accennato, Mosca però chiede che la tregua sia rispettata anche su altri fronti: ad Afrin da parte della Turchia, e ad Al Tanf, una località al confine della Giordania, dove molti civili e sfollati sono bloccati alla frontiera. Inoltre, il Cremlino ha annunciato che sta preparando un incontro tra Putin, il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, e quello iraniano, Hassan Rohani. Non è stata ancora fissata una data, ma il principale tema in agenda sarà senza dubbio la carneficina siriana. Stati Uniti e Unione europea hanno dato un parere favorevole alla tregua decisa da Putin. Il portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha lanciato ieri un appello «per una fine immediata delle operazioni offensive e un accesso urgente per gli operatori umanitari» in Siria, dove il governo «sta terrorizzando centinaia di migliaia di civili con attacchi aerei, artiglieria, razzi e imminenti attacchi di terra». Dal canto suo il presidente francese, Emmanuel Macron, ha sottolineato «l’imperativo assoluto che lo stop delle ostilità» in Siria «stabilito dal Consiglio di sicurezza venga immediatamente e pienamente rispettato per porre fine ai bombardamenti indiscriminati e consentire nella massima urgenza, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, la consegna degli aiuti umanitari e l’evacuazione di feriti e malati». In una nota diffusa dall’Eliseo Macron ha espresso «viva preoccupazione per il proseguimento degli attacchi contro i civili e gli ospedali nel Ghouta orientale».

La tregua è scattata alle nove di questa mattina. Stando alle prime testimonianze dirette, non sono state ancora registrate violazioni. «Il cessate il fuoco umanitario è entrato in vigore e in tutte le zone del Ghouta orientale la situazione è ora calma» ha detto Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra).

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17 settembre 2019

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