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Tregua precaria in Ucraina

· Non ancora iniziato il ritiro delle armi pesanti ·

Combattente filorusso tra i resti di una base distrutta (Reuters)

Resta fragile e precaria la tregua in Ucraina. Le forze di Kiev non intendono iniziare il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte perché i separatisti, denuncia oggi il portavoce del ministero della Difesa, Anatoly Stelmakh, continuano a non rispettare il cessate il fuoco che sarebbe stato violato ben dodici volte dai filorussi. L’accordo definito a Minsk prevede che due giorni dopo l’entrata in vigore della tregua le parti coinvolte nel conflitto ritirino le loro armi da una zona cuscinetto fra i 50 e i 140 chilometri (la distanza del ritiro dipende da gittata e calibro delle armi). Tale ritiro deve poi essere completato entro due settimane. Un primo gesto di buona volontà si era registrato ieri: il rilascio di 139 militari ucraini contro 52 miliziani filorussi, avvenuto nella notte fra sabato e domenica presso il villaggio di Zholobok, nella terra di nessuno ma a soli venti chilometri dalla città di Lugansk.

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20 febbraio 2020

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