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Tregua ad Aleppo

· Mosca annuncia uno stop di undici ore ai bombardamenti ·

La Russia ha deciso una nuova tregua umanitaria ad Aleppo. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente Vladimir Putin. La cessazione dei bombardamenti è entrata in vigore questa mattina e durerà undici ore. L’obiettivo è quello di permettere ai civili e ai ribelli di abbandonare la città attraverso speciali corridoi. Per le Nazioni Unite si tratta però di una tregua troppo breve per consentire l’invio di convogli e l’organizzazione dell’assistenza su larga scala alla popolazione.

«Abbiamo fatto presente la nostra intenzione di prolungare la tregua per quanto possibile, a seconda della situazione sul terreno» ha spiegato Putin durante una conferenza stampa che si è svolta poco dopo l’incontro avvenuto a Berlino con il presidente francese, François Hollande, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Quest’ultima ha parlato di «un colloquio molto chiaro e duro con Putin», aggiungendo poi che i raid aerei delle forze siriane e russe sono «inumani» e «crudeli». Sulla stessa linea Hollande, che ha dichiarato: «Ciò che succede ad Aleppo e in generale in Siria a causa dei bombardamenti incessanti del regime e dei suoi sostenitori è inaccettabile, intollerabile, insopportabile». La tregua di Aleppo deve «servire a portare l’aiuto umanitario».
L’annuncio di Putin viene dopo diverse settimane di pesanti bombardamenti contro i quartieri orientali, quelli controllati dai ribelli, che hanno ridotto allo stremo la città di Aleppo. Da parte delle autorità siriane, il comando generale delle forze armate si è limitato ad annunciare nella notte la decisione di sospendere i bombardamenti contro i quartieri orientali, ma non ha fatto riferimento a iniziative atte a portare in salvo i civili. Comunque in nottata è stata segnalata l’uscita dai quartieri orientali dei primi oppositori, malati e feriti. L’agenzia Saba ha riferito che l’esercito siriano «si è schierato a distanza» per permettere l’evacuazione.
La tregua, tuttavia, vacilla. Notizie di attacchi di gruppi armati contro i corridoi e i soldati siriani sono state diffuse questa mattina dall’agenzia russa Ria Novosti, che punta il dito contro “gruppi di terroristi”. Nelle stesse ore, violenze sono segnalate a nord di Aleppo: aerei da guerra turchi hanno condotto 26 raid contro le postazioni dei curdi siriani del Pyd-Ypg, uccidendo tra i 160 e i 200 miliziani. Lo scorso 24 agosto l’esercito turco era penetrato nel nord della Siria al fine di sostenere l’avanzata dei ribelli contro i miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) e assicurarsi che i curdi del Pyd-Ypg non superassero il confine naturale costituito dal fiume Eufrate. I curdi siriani del Pyd-Ypg, alleati dagli Stati Uniti, sono considerati da Ankara terroristi vicini al Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan).

Sempre sul piano militare va segnalato che una squadra navale russa sta navigando verso il Mediterraneo per essere impiegata nelle operazioni in Siria. Il convoglio, che include la portaerei Kuznetsov, è stato fotografato dalle forze armate norvegesi. Le navi militari russe potrebbero passare attraverso la Manica o a ovest dell’Irlanda. Si tratta del più grande convoglio navale russo in movimento dai tempi della guerra fredda. Secondo la Tass, la portaerei Kuznetsov trasporterebbe quindici caccia e trentuno elicotteri.

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