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Tredici russi
incriminati

· Nel caso Russiagate ·

Tredici cittadini russi sono stati incriminati nell’ambito delle indagini sul Russiagate, le presunte infiltrazioni nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2016. A dare l’annuncio è stato ieri il procuratore speciale Robert Mueller, che ha messo a punto un provvedimento che solleva capi d’accusa anche nei confronti di tre entità legate a Mosca.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che non c’è stata «nessuna collusione». Non possiamo «permettere a quelli che seminano confusione, discordia e rancore di vincere», si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca. «È tempo di fermare gli attacchi di parte, le false accuse e le teorie inverosimili, che hanno il solo scopo di favorire i propositi di cattivi attori e di non fare nulla per proteggere la nostra democrazia» continua il testo.

Gli uffici del procuratore hanno fatto sapere che le indagini per accertare se ci sia o ci sia stata da parte di Trump o dei suoi uomini collusione o ostruzione della giustizia vanno avanti. È la prima volta dall’inizio dell’inchiesta che vengono formalizzate accuse precise ad ambienti legati a Mosca. I soggetti russi individuati dagli investigatori «hanno coscientemente e intenzionalmente cospirato per truffare gli Stati Uniti con il proposito di interferire con i processi politici ed elettorali» si legge nel provvedimento di Mueller. Nel documento viene in particolare citata la Internet research agency, un’organizzazione russa con la quale i 13 incriminati hanno lavorato o avuto contatti già dal 2014.

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