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Tre vite
una sola morte

· In italiano l’ultimo scritto di Gershom Scholem ·

Il 15 germinale (5 aprile) del 1794, il giacobino Danton veniva ghigliottinato a Parigi in seguito all’accusa di corruzione mossagli da Robespierre.

Insieme con lui salivano al patibolo, oltre ai suoi seguaci più stretti, due fratelli, Junius ed Emmanuel Frey, di origine morava. Lo scrive Anna Foa aggiungendo che di uno di loro, Junius, nato come Moses Dobrushka, traccia la storia l’ultimo scritto di Gershom Scholem, il grande studioso della mistica ebraica, in Le tre vite di Moses Dobrushka, a cura e con un saggio di Saverio Campanini (Milano, Adelphi, 2014, pagine 231, euro 22). Il lavoro è presentato per la prima volta in italiano (dalla versione francese, la più completa) nella bella traduzione di Elisabetta Zevi, seguito dalla traduzione anch’essa inedita in Italia di un altro importante saggio di Scholem, La metamorfosi del messianismo eretico sabbatiano in nichilismo religioso, con lo stesso curatore autore anche di una postfazione che ripercorre le tracce non tanto di Dobrushka quanto dello stesso Scholem nel suo lungo e complesso itinerario di ricostruzione di questa vicenda.

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20 agosto 2019

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