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Tre periferie

· Francesco chiede di pregare per l’Europa, per la Cina e per il Papa stesso ·

E ricorda che la Chiesa deve essere segno di vicinanza per chi soffre

La vecchia Europa, la Cina e il Papa stesso sono tre periferie che, per motivi diversi, hanno particolarmente bisogno di preghiere. E queste preghiere Francesco le ha chieste ai giovani vescovi dei territori dipendenti dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

Mirco Marchelli, «Il Signore, padre del suo popolo» (2011)

Incontrando sabato mattina, 20 settembre, i presuli ordinati nell’ultimo anno che partecipano a un seminario di aggiornamento promosso da Propaganda Fide, il Pontefice ha consegnato loro il discorso preparato e — improvvisando alcune parole in risposta a quelle del cardinale prefetto Filoni — ha parlato dell’Europa, come di «un continente un po’ invecchiato». Per questo ha raccomandato che «le Chiese nuove devono» sostenerla «con le preghiere e con l’aiuto affinché si riprenda». La seconda periferia evocata dal Pontefice è la Cina. «Dobbiamo anche pregare per la Chiesa della Cina, per i nuovi vescovi della Cina» ha esortato. «Preghiamo perché le cose possano andare bene e questa periferia possa venire per incontrarci tutti». Infine l’ultima “periferia” è il Papa stesso. «Pregate pure per me», ha concluso. In precedenza, venerdì pomeriggio, aveva ricevuto nell’aula Paolo VI i partecipanti a un incontro sull’Evangelii gaudium, sottolineando che la Chiesa dev’essere «segno di vicinanza, di bontà, di solidarietà e di misericordia», specie per le persone che soffrono.

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20 ottobre 2019

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