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Tre palestinesi uccisi

· ​Negli scontri al confine tra Israele e la striscia di Gaza ·

Un palestinese durante gli scontri al confine con Israele (Ap)

Un altro venerdì di violenza. Tre palestinesi morti e trenta feriti è l’ultimo bilancio fornito ieri dal ministero della sanità della striscia di Gaza in seguito agli scontri avvenuti al confine con Israele. Tra le vittime si segnala anche un quattordicenne. Gli incidenti mortali si sono verificati a Rafah (nel sud della Striscia), a El Bureij (nella zona centrale) e a Jabalya, a nord di Gaza.

Poche ore prima dell’inizio degli scontri l’esercito israeliano aveva disinnescato un potente ordigno (il secondo negli ultimi giorni) deposto sul confine nell’intento di colpire militari di pattuglia.

Nel pomeriggio, dopo le preghiere nelle moschee, torpedoni di Hamas hanno portato migliaia di dimostranti (13.000 secondo fonti israeliane) in cinque punti lungo il confine con Israele, che si estende per quaranta chilometri. Secondo il portavoce militare, gruppi di palestinesi hanno lanciato verso i militari due bombe a mano, altri ordigni esplosivi, nonché sassi e bottiglie incendiarie. In molti — ha aggiunto il portavoce — hanno cercato di sabotare i reticolati di confine. Gli incidenti si sono presto moltiplicati su tutto il confine.

Intanto, l’Egitto ha fatto sapere che i negoziati per un cessate il fuoco «si sono arenati».

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25 marzo 2019

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