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Tre donne in prima linea
nella lotta
per i diritti umani

Tre donne in prima linea «nella lotta per i diritti umani in Zambia e soprattutto per combattere la vergogna della tratta di persone»: hanno fortemente voluto incontrare Papa Francesco all’udienza generale per condividere la loro missione due giudici, Roydah Kaona e Ammesie Banda Bobo, e un magistrato, Sylvia Munyinya, in questi giorni in Vaticano per portare il loro contributo di donne giuriste zambesi al Summit of African Women Judges on Human Traffiking and Organised Crime, che si tiene alla casina Pio IV.

E un altro momento particolarmente significativo, nell’aula Paolo VI, è stato il dono di una scultura in legno che richiama la storica fotografia, scattata nel 1945 da Joseph Roger Donnell, che il Pontefice ha chiamato “il frutto della guerra” perché raffigura un bambino giapponese che porta sulle spalle il fratello morto in seguito al bombardamento atomico. L’artista Nicola Gioba, con la collaborazione del Terzo ordine francescano, ha voluto scolpire «l’anima della piccola vittima del bombardamento, proprio per ridargli vita».

Papa Francesco ha poi benedetto due icone che saranno riferimento a Panamá per i pellegrini della giornata mondiale della gioventù: l’immagine di Santa Maria La Antigua, cara al popolo panamense, e quella della Salus populi Romani. Un gesto di grande significato che rilancia l’impegno della preparazione spirituale, ma anche logistica, in vista del grande appuntamento ecclesiale che si svolgerà dal 22 al 27 gennaio. E nell’aula Paolo VI cinquantacinque giovani musicisti, che si occupano soprattutto delle iniziative culturali e artistiche, hanno dato vita a una vera e propria anteprima del clima che si respirerà a breve a Panamá eseguendo l’inno della gmg.

Sono venuti dall’Austria per celebrare con il Papa un compleanno del tutto particolare: i duecento anni dalla prima esecuzione di Stille Nacht Heilige Nacht, nota in Italia come Astro del ciel. «La “prima” avvenne a Oberndorf, piccolo paese della provincia di Salisburgo — spiega il presidente dell’associazione Stille Nacht, Michael Neureiter — e certo nessuno si aspettava che quel brano sarebbe divenuto uno dei più famoso inni natalizi del mondo, tradotto in tutte le lingue».

Non è certo mancato il dono al Papa di un cd con musiche natalizie, prodotto dai parlamentari austriaci proprio in occasione del bicentenario di Stille Nacht. Un evento, spiegano, che il popolo sta vivendo con particolare intensità perché sente questo canto come «un vero e proprio patrimonio da custodire e anche da riproporre».

E sempre il linguaggio della musica — attraverso anche un coro di dodici bambini — ha accompagnato la presenza in Vaticano della delegazione dello stato messicano di Tamaulipas, con a capo il governatore Francisco Javier García Cabeza de Vaca. È infatti il Tamaulipas il protagonista quest’anno dell’ormai tradizionale appuntamento Navidad mexicana en el Vaticano. Il coro ha intonato con particolare forza l’inno alla Vergine di Guadalupe proprio nel giorno della memoria liturgica.

Infine il Papa ha incoraggiato le iniziative solidali del St Peter’s cricket club, squadra formata da giovani seminaristi e sacerdoti studenti delle pontificie università romane, con il patrocinio del Pontificio consiglio della cultura. Il team sta per partire alla volta di Buenos Aires, in risposta all’invito del cardinale arcivescovo Mario Poli, per dar vita a «un Natale di festa nella periferia, a San Martín, coinvolgendo nel gioco i ragazzi più poveri».

«Il St Peter’s cricket club collabora già da tempo con l’associazione argentina Cricket sin fronteras per mettere in atto un programma di educazione giovanile» spiega padre Eamon O’Higgins, responsabile della squadra. E così, ricorda, «un anno fa i ragazzi delle periferie di Buenos Aires vennero ospitati a Roma, con tanto di partita amichevole e incontro con Papa Francesco».

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