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Tre attentati
sconvolgono Damasco

· Alla vigilia dei colloqui di pace che si tengono ad Astana ·

Il luogo di uno degli attacchi terroristici nella capitale siriana (Afp)

Alla vigilia del nuovo round di colloqui internazionali sul conflitto in Siria previsti da oggi ad Astana, in Kazakhstan, Damasco è stata sconvolta da tre attentati suicidi compiuti quasi simultaneamente nel centro e nella parte sud della città. Incerto il numero delle vittime. Secondo alcune fonti i morti sarebbero 18 e i feriti una ventina. Fonti governative, che per ora confermano la morte di otto persone, sottolineano che l’esercito ha bloccato due autobombe, fatte esplodere dagli attentatori ai posti di blocco nei pressi della rotonda dell’aeroporto, nella parte sud di Damasco. Un’altra auto è riuscita a portare il suo carico in piazza Tahrir, vicino al centrale quartiere di Bab Tuma. Le esplosioni sono avvenute all’alba, quando Damasco si stava ancora svegliando dopo una settimana di festività per la fine del mese di Ramadan. La capitale siriana era da settimane considerata relativamente tranquilla e al riparo da attacchi del genere. Gli ultimi attentati risalivano al marzo scorso, ed erano stati indirizzati contro pullman di pellegrini sciiti e contro il palazzo di giustizia. Il primo era stato rivendicato dall’ala siriana di al Qaeda mentre il secondo dall’Is. Da allora, attorno a Damasco le forze di sicurezza avevano rafforzato le misure di controllo e le periferie sono state in parte riconquistate dai governativi, accusati da alcuni attivisti di aver usato gas al cloro in una zona in mano agli insorti a est della capitale. Nel paese la situazione è ancora molto complessa. Le forze governative, sostenute da Iran e Russia, stanno riprendendo il controllo di diversi territori chiave, mentre è in corso un’insurrezione nell’area occidentale. Di questi e di altri cambiamenti sul territorio si discuterà ad Astana, nel nuovo incontro convocato dalla Russia e a cui partecipano regolarmente rappresentanti militari di Iran e Turchia, le potenze regionali garanti della tregua siglata il 30 dicembre scorso. Intanto nel nord della Siria, le forze curdo-siriane sostenute dagli Stati Uniti hanno compiuto nuovi progressi nell’offensiva contro Raqqa, bastione dell’Is sull’Eufrate.

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17 luglio 2019

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