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Lavorare insieme
per la trasparenza

· I vertici del Cfcm a colloquio con il ministro dell’interno francese ·

«Pronti a lavorare insieme» alle autorità statali per meglio organizzare il culto musulmano, a condizione che non ci siano ingerenze sul suo contenuto e che si smetta di stigmatizzare l’islam: Ahmet Ogras, presidente del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), conferma la volontà di dialogo e collaborazione con le istituzioni della Repubblica, argomento al centro del colloquio avuto nei giorni scorsi con il ministro dell’Interno, Christophe Castaner. Il dossier sulla strutturazione di un islam de France costituisce una priorità per il governo francese. Tempo fa Castaner spiegava al settimanale «Le Point» di voler costruire un islam che abbia pieno spazio nella società ma libero da ingerenze straniere in modo da rappresentare «un motore per far indietreggiare le idee radicali, in particolare fra i giovani».

Tra le ipotesi allo studio — come riferisce il quotidiano «La Croix» — figura un progetto di “attualizzazione” della legge del 9 dicembre 1905 (che sancì la separazione fra lo Stato e le Chiese in Francia) al fine di spingere culti come quello musulmano ma anche certe Chiese evangeliche a fornire maggiore trasparenza sul loro finanziamento. Il ministro in particolare ha evocato l’idea di una sorta di “etichetta”, rilasciata ogni cinque anni, che riconosca la qualità cultuale di un’associazione, da non rinnovare in caso di finanziamenti legati al terrorismo o di minaccia all’ordine pubblico. Ogras ha dichiarato che il Cfcm non è contrario al fatto di emendare le norme del 1905 ma chiede di «evitare amalgami dicendo che è a causa dell’islam che si vuole cambiare la legge. Il culto musulmano non deve essere un capro espiatorio».

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14 ottobre 2019

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