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Trasparenza finanziaria
e sanzioni più aspre per chi incita all’odio

· ​Macron illustra ai responsabili dei culti le linee di riforma della legge del 1905 ·

Rafforzamento della trasparenza del finanziamento dei culti, garanzia del rispetto dell’ordine pubblico, consolidamento della governance delle associazioni cultuali: sono le linee sulle quali si muove, in Francia, la revisione della legge del 9 dicembre 1905, quella che sancì la separazione fra lo Stato e le Chiese, rafforzando la laicità della Repubblica. Giovedì 10 gennaio il presidente Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo i responsabili dei culti, presenti il primo ministro Édouard Philippe e il ministro dell’Interno Christophe Castaner, riaffermando la volontà di ammodernare la normativa — soprattutto per quanto riguarda l’inquadramento dell’islam — senza tuttavia toccare i grandi principi della legge, che, fra l’altro, vieta sovvenzionamenti pubblici ai culti.

Il capo dello Stato, dopo il colloquio di lunedì con i dirigenti del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm), ha dunque visto i rappresentanti della Conferenza episcopale, della Federazione protestante, dell’Assemblea dei vescovi ortodossi, del gran rabbino, del Concistoro, dell’Unione buddista e, ancora, del Cfcm. Macron, ha detto Anouar Kbibech, vicepresidente dell’organizzazione islamica, «ha insistito sul fatto che la modifica della legge del 1905 non è fine a se stessa ma piuttosto un modo per aggiornare un certo numero di disposizioni diventate obsolete», ma che devono consentire il rispetto dell’ordine pubblico.
Questa parte della legge sarà quindi rivista, con misure per «facilitare lo scioglimento di un’associazione, quando ci sono turbative dell’ordine pubblico». Saranno inoltre rafforzate «le sanzioni applicabili per certe infrazioni, inclusi specialmente i discorsi di incitamento all’odio», ha osservato all’uscita dell’incontro il presidente della Federazione protestante, François Clavairoly.

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