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Per trasmettere fede e speranza

· Il discorso pronunciato dal Papa durante l’udienza alla plenaria della Pontificia Commissione per l’America latina ·

Stiamo “scartando” i nostri giovani e loro stanno lentamente «scivolando nel disincanto». Ma non possiamo abbandonarli: hanno bisogno di chi gli sappia dare «fede e speranza». È il senso del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Commissione per l’America latina nell’incontro che ha avuto lu0go venerdì mattina, 28 febbraio, nella Sala Clementina. 

Esplicito il riferimento alla situazione dei giovani latinoamericani, oggetto della riflessione dei lavori dell’assemblea appena conclusa: una realtà che il Pontefice conosce bene e che gli sta particolarmente a cuore. Ma il suo pensiero non poteva non abbracciare l’intero mondo giovanile, che in ogni angolo del mondo è alla ricerca di un’«utopia» destinata a infrangersi quotidianamente contro una realtà dura e difficile.

Come farvi fronte? Lasciato da parte il testo del discorso già preparato — e da noi pubblicato integralmente nell’edizione di ieri — il Pontefice ha parlato a braccio, offrendo alcune indicazioni racchiuse in un trinomio: memoria, discernimento, utopia. Su questo, ha poi suggerito, si può innestare quel processo che porta alla traditio fidei e dunque alla traditio spei.

L’incontro per Papa Francesco è stato anche occasione per richiamare le sue esperienze con i giovani latinoamericani. Ha ricordato, per esempio, come proprio a causa di una «cattiva educazione all’utopia», alcuni giovani argentini appartenenti all’Azione Cattolica, negli anni Settanta, sono finiti tra le fila dei guerriglieri. Poi, per rendere più immediata la percezione del valore del legame generazionale tra anziani e giovani, ha citato Rapsodia in agosto, un film opera del regista giapponese Akira Kurosawa, nel quale viene esaltato il ruolo dei nonni nella conservazione della cultura tradizionale, anche quando i genitori ne hanno assimilata una diversa. «L’incontro dei ragazzi e dei giovani con i nonni — ha affermato — è decisivo per ricevere la memoria di un popolo e il discernimento sul presente».

Il testo del discorso di Papa Francesco

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27 giugno 2019

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