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Trasferiti da Lampedusa i profughi del Nord Africa

· Secondo Napolitano servono scelte più coese da parte dell’Europa ·

Saranno tutti trasferiti in giornata i 535 profughi arrivati ieri a Lampedusa con un barcone dalla Libia. Si tratta di persone provenienti dall’Africa sub-sahariana. La metà di loro è partita con la nave San Giorgio della Marina militare, altri 224, attualmente ospitati nella base Loran, saranno invece trasferiti con un ponte aereo con destinazione Foggia e Bari.

Rimarranno invece nel centro di accoglienza dell’isola i tunisini sbarcati ieri con due barconi e quelli arrivati nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Sono complessivamente 184 di cui 8 donne due minori che saranno probabilmente tutti rimpatriati essendo sbarcati dopo l’accordo siglato dal ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni con le autorità tunisine. A Lampedusa torna nuovamente il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi.

Intanto, la Germania si schiera con la Francia contro i permessi di soggiorno temporanei decisi dall’Italia per gli immigrati giunti dalle coste del Nord Africa: Berlino — come dichiarato dal portavoce del ministero dell’Interno Jens Teschke — definisce la decisione di Roma «contraria allo spirito di Schengen» e si dice pronta a sollevare la questione lunedì prossimo a Lussemburgo, quando si riuniranno i ministri degli Interni dei ventisette. Ma anche ad alzare l’allerta alle frontiere, come aveva già preannunciato Parigi nonostante le intese di ieri per un pattugliamento congiunto delle coste tunisine

Dall’Unione europea giunge intanto l’appello a superare le divergenze tra gli Stati membri sull’emergenza immigrazione e sulla questione interviene anche il Presidente della Repubblica italiano, Giorgio Napolitano, il quale, durante la visita a Budapest, sottolinea la necessità di «scelte europee più coese e di una maggiore cooperazione».

L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) chiede infine che l’Europa aiuti maggiromente Malta e l’Italia. Si tratta dei due Stati, ha affermato Erika Feller, numero due dell’agenzia Onu, che «si sono maggiormente fatti carico del flusso di persone originato dagli eventi in Nord Africa».

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20 giugno 2019

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