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Transizione pacifica
per la Libia

· Lo assicura il premier Al Sarraj ·

«Riuscirò a guidare la Libia». Con queste parole, il premier incaricato libico, Fayez Al Sarraj, ha espresso ieri il proprio ottimismo sul futuro del Paese che l'Onu gli ha chiesto di riordinare. Il premier, nel suo primo intervento pubblico dall'arrivo nella capitale, ha usato parole di speranza. 

Al Sarraj saluta la popolazione nel centro di Tripoli (Afp)

«Non sarei tornato in Libia, se avessi creduto il contrario», cioè di non riuscire a governare il Paese; «è un impegno che ho preso con me stesso e con il mio Paese». Tutto sommato — ha aggiunto — «non m'aspettavo un arrivo così pacifico. La città è tranquilla». Al Sarraj si dice convinto «che avremo una transizione pacifica. Nei prossimi giorni, mi aspetto gesti di responsabilità. Certo, bisogna avere un po' di tempo e il lavoro è ancora duro. Ma sono ottimista». Il capo del Governo di unita nazionale è apparso per la prima volta in pubblico in una moschea nel centro di Tripoli, dopo che due giorni fa era arrivato nella capitale a bordo di una nave militare libica. Il suo ufficio è stato collocato in una base navale alla periferia della città. L'apparizione pubblica di Al Sarraj sembra confermare – dicono gli analisti – la percezione che il Governo di unità nazionale stia riuscendo ad ottenere il sostegno necessario non solo da parte della comunità internazionale, ma anche dalle milizie e dalla popolazione. Sostegno, questo, che alimenta le speranze di una futura stabilità politica e sociale per un Paese che dal 2011 (con la morte di Muammar Gheddafi) vive il completo caos. L'arrivo di Al Sarraj ha suscitato le ire del Governo e del Parlamento non riconosciuti di Tripoli e anche delle milizie islamiste che li sostengono. Ma ieri Khalifa Ghwell, il premier del Governo di Tripoli, e altri alleati hanno lasciato Tripoli.

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