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Tramonto e alba nella casa di Anna

· Il cardinale segretario di Stato per la festa dei santi genitori della Vergine ·

«Una casa è bella e vivace quando in essa convivono, in affettuosa concordia, vecchi, giovani e ragazzi, il tramonto e l’alba, a rinnovare il meraviglioso evento della vita terrena e la speranza della vita eterna». Con questa delicata e significativa immagine il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha sottolineato l’attualità della testimonianza dei santi Gioacchino e Anna, genitori della Vergine Maria, in occasione della loro memoria liturgica.

Nel pomeriggio di sabato 26 il porporato ha presieduto, nella chiesa di Sant’Anna, in Vaticano, la messa per la festa patronale della Pontificia parrocchia. Invitato dal parroco, padre Bruno Silvestrini, e dai confratelli agostiniani della comunità, il cardinale all’omelia ha richiamato il messaggio dei due santi, indicandoli non solo come «modello di una famiglia singolarmente santa» ma anche come strumenti docili e fedeli dell’incarnazione di Gesù, alla quale sono stati associati attraverso la figlia Maria. Non a caso a loro «dobbiamo una particolare gratitudine», ha detto citando le parole di san Giovanni Damasceno: «O felice coppia, Gioacchino e Anna! A voi è debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del Creatore».

Dei due santi, ha ricordato il segretario di Stato, parlò anche Papa Francesco a Rio de Janeiro il 26 luglio dello scorso anno, evidenziando che essi «fanno parte di una lunga catena che ha trasmesso la fede e l’amore per Dio, nel calore della famiglia, fino a Maria che ha accolto nel suo grembo il Figlio di Dio e lo ha donato al mondo, lo ha donato a noi». Del resto, ha commentato, «noi tutti abbiamo avuto, e forse abbiamo ancora sulla terra a nostro caro conforto, genitori e nonni».

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16 ottobre 2019

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