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Tragico rogo
in un tempio indiano

· Il cordoglio e la preghiera di Papa Francesco ·

Cinque arresti sono stati effettuati oggi in India in relazione al tragico incendio nel tempio Puttingal di Paravur, nello Stato meridionale del Kerala, che domenica ha causato la morte di almeno 112 persone e oltre 380 feriti, alcuni gravi. 

Le macerie del tempio Puttingal  di  Paravur (Ap)

Le fiamme sono divampate quando, durante uno spettacolo pirotecnico, un fuoco d’artificio è caduto su un deposito di esplosivi, innescando un violento incendio e una pioggia di detriti sulla folla che cercava di scappare. Cordoglio e vicinanza ai parenti delle vittime sono stati espressi da Papa Francesco in un telegramma, a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, fatto pervenire alle autorità indiane competenti. Nel suo messaggio, il Papa assicura preghiere per tutti coloro che sono rimasti coinvolti. La gravità della tragedia sarebbe dovuta a incredibili leggerezze da parte degli organizzatori che avrebbero realizzato lo spettacolo pirotecnico — che si tiene ogni anno ed è molto seguito nella zona — nonostante l’assenza di un’autorizzazione. Secondo le autorità keralesi, gli organizzatori non avevano avuto il permesso di tenere lo spettacolo e tanto meno di immagazzinare una vasta quantità di materiale esplosivo in un deposito all’interno del complesso sacro a contatto con il pubblico. Il primo ministro, Narendra Modi, arrivato da New Delhi con un team di medici specializzati, ha detto «che non ci sono parole per descrivere la catastrofe». Da una prima ricostruzione, la potente deflagrazione, che si è udita a un chilometro di distanza è stata causata da un fuoco di artificio che è caduto sul magazzino dove c’erano circa 150 chili tra petardi e altri giochi pirotecnici. È stata, raccontano testimoni oculari, una scena agghiacciante. L’esplosione ha causato l’immediata interruzione della corrente, con la folla che non sapeva in quale direzione fuggire.

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18 settembre 2019

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