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​Tragico naufragio nell’Egeo

· Recuperati quattro cadaveri mentre sei persone risultano disperse ·

Ennesima tragedia in mare per migranti. Sono almeno quattro i corpi senza vita recuperati ieri nel mar Egeo dalla guardia costiera turca dopo il naufragio di un barcone diretto all’isola greca di Lesbo con a bordo 15 persone. Altre sei persone risultano tuttora disperse, dopo che tre migranti sono stati soccorsi dall’operazione di ricerca e salvataggio lanciata dalle autorità di Ankara e altri due sono riusciti a raggiungere da soli la terraferma a nuoto. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, a bordo si trovavano 14 cittadini afghani e un iracheno. Almeno quattro di loro sono bambini. Nell’ultima settimana, le autorità in Turchia hanno fermato 7646 persone che tentavano di attraversare le frontiere con l’Unione europea o di entrare nel paese senza regolari documenti. Tra queste, 357 sono quelle intercettate in mare. Considerando solo i tre mesi dal primo giugno al 30 settembre, secondo i dati dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), si è registrato «un forte aumento del numero dei morti e dispersi, fino a raggiungere le otto persone al giorno». In sostanza, sempre secondo la ricerca dell’Ispi, al diminuire degli sbarchi non corrisponde il diminuire dei morti. In particolare, in Italia gli arrivi si sono drasticamente ridotti negli ultimi due anni: gli sbarchi nel 2016 sono stati 181.436, nel 2017 sono stati 119.369 mentre nel 2018 sono scesi a 22.167. Se nel 2016 e nel 2017 la maggior parte proveniva dalla Nigeria, nel 2018 si ha, invece, una prevalenza di tunisini. Per quanto riguarda i rimpatri, nel 2017 sono stati effettuate 1263 operazioni di cui 79 mediante voli charter, con l’intervento di 8791 operatori. Gli stranieri rimpatriati forzatamente sono stati 3694.  

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19 luglio 2019

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