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Tragiche conferme

· Salvi solo 41 dei 500 immigrati a bordo del barcone affondato lunedì scorso al largo della Libia ·

Arrivano le prime conferme del tragico naufragio nel Mediterraneo della scorsa settimana, con il timore di centinaia di migranti annegati, anche se non sono state ancora trovate tracce del dramma in mare. Del naufragio, si è parlato per la prima volta lunedì. La conferma viene ora dalle testimonianze di alcuni sopravvissuti riportate dall’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati. Il barcone con a bordo circa 500 persone, diretto verso l’Italia, sembra sia partito dai dintorni di Tobruk, in Libia, e non dall’Egitto, come indicato nei giorni scorsi. I migranti sarebbero somali, sudanesi, etiopi ed egiziani.

L’Unhcr, che ieri ha incontrato i sopravvissuti nello stadio di Kalamata, scrive che fino a 500 persone potrebbero aver perso la vita. Di certo ci sono i 41 sopravvissuti, 37 uomini, 3 donne e un bambino di tre anni, che sono stati tratti in salvo da una nave mercantile e portati a Kalamata, nella penisola greca del Peloponneso, il 16 aprile. Tra loro ci sono 23 somali, 11 etiopi, 6 egiziani e un sudanese. Intanto, mentre nelle acque del Mediterraneo si continua a morire, il piano definito “migration compact” presentato dal presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, registra nuovi apprezzamenti. Il presidente della Commissione europea, Juncker, parla di agenda condivisa, dando mandato di approfondire l’iniziativa ai vicepresidenti della Commissione Ue, Federica Mogherini, e Frans Timmermans, in vista del vertice europeo del 28-29 giugno. Da parte sua, il commissario Ue alle migrazioni, Avramopoulos, definisce la proposta italiana «pienamente in linea con la politica» dell’Unione ed espressione di un «approccio molto responsabile».

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