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​Tragedia senza fine

· ​Ritrovati da una nave irlandese altri 17 corpi di migranti morti nel Mediterraneo ·

Migranti su un gommone nel momento dell’arrivo dei soccorsi al largo della città libica di Az Zawiyah (Ap)

È arrivata oggi a Trapani la nave Aquarius di Medici senza frontiere con a bordo 209 migranti e le salme di 22 persone, tra cui 21 giovani donne. Erano stati recuperati ieri al largo della Libia, da un gommone. Le vittime — dicono le autorità italiane, sulla base delle prime testimonianze — sarebbero state schiacciate nella ressa per la conquista di un posto nel natante, dove i migranti erano stati stipati da trafficanti senza scrupoli. La procura di Trapani ha aperto un fascicolo sulla tragedia del mare, condotta dal sostituto procuratore Andrea Tarondo, presente stamane in banchina: la polizia sul posto ha identificato e preso i dati anche dell’equipaggio della nave e del personale delle organizzazioni che hanno effettuato il salvataggio e il recupero. Ma non è stato, purtroppo, l’unico dramma. Ieri pomeriggio la nave militare irlandese James Joyce ha scoperto altri 17 cadaveri, tra cui sedici uomini e un minore, nella stiva di un altro barcone: sarebbero morti per asfissia e intossicazione per i fumi prodotti dai motori. Nell’operazione, sono stati soccorsi oltre 450 stranieri.

E intanto, sono terminate nel pomeriggio di ieri le operazioni di sbarco di 1146 cittadini migranti africani e asiatici giunti nel porto di Palermo. In particolare sono 684 uomini e 354 donne, 23 delle quali in stato di gravidanza. I minori sono in totale 108, di cui 63 non accompagnati. Fra questi ultimi, c’è un bambino di dieci anni e una bambina di sei. Ma l’emergenza non riguarda soltanto il Mediterraneo. Nelle ultime 24 ore la polizia bulgara ha fermato presso il valico di Kalotina, alla frontiera con la Serbia, 26 migranti, dei quali 21 afghani e cinque siriani. 

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26 giugno 2019

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