Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tragedia inspiegabile

· La persecuzione dei contadini in Ucraina ·

«Il ricordo delle vicende drammatiche di un popolo, oltre che in se stesso doveroso, si rivela quanto mai utile per suscitare nelle nuove generazioni l’impegno a farsi, in ogni circostanza, vigili sentinelle del rispetto della dignità di ogni uomo». Con queste parole san Giovanni Paolo II apriva il suo messaggio, inviato all’episcopato cattolico ucraino in occasione del settantesimo anniversario dell’Holodomor (Giovanni Paolo II, Insegnamenti XXVI, 2, 2003, pagina 802). 

Ogni anno, il quarto sabato del mese di novembre, l’Ucraina commemora i tristi eventi degli anni 1929-1933. Era un periodo tragico, in cui, a causa delle famigerate decisioni del regime sovietico, morirono a milioni i figli del paese, considerato «granaio dell’Europa».
Un articolo del nostro giornale nell’estate 1933 riferiva della drammaticità della situazione: «In tutta l’Ucraina sovietica sono stati istituiti “consigli di guerra mobili”, il cui compito è di inquisire sui contadini che stanno sabotando i nuovi decreti emessi da Stalin circa il sequestro dei cereali: condanne a morte in massa ed esecuzioni immediate ne sono la conseguenza. Il terrore è spaventevole... La stampa dell’Ucraina sovietica pubblica un editto della G.P.U. che potrebbe considerarsi uno scherzo, se non fosse riprodotto dalla stampa ufficiale. Secondo questo decreto, i contadini sono tenuti a non presentarsi mai nelle città, salvo in casi di eccezionale importanza o di urgente necessità, muniti comunque di un permesso motivato dal soviet del paese. La stampa nei commenti spiega che l’editto è provocato dal fatto che i contadini invadono i mercati delle città, tentando di comperare o mendicare un qualsiasi nutrimento, ciò che impedisce seriamente il regolare approvvigionamento delle città. Questo fatto può considerarsi unico negli annali del mondo: vedere i produttori di viveri tentare di trovarli presso i consumatori!» (L’Osservatore Romano del 7 luglio 1933, Miseria e persecuzioni religiose nella Russia sovietica). Si è trattato, in poche parole, di una tragedia incomprensibile e inspiegabile. Il suo ricordo è motivo di una rinnovata preghiera di suffragio per le vittime e un monito per i posteri perché si faccia tutto il possibile per evitare il ripetersi di eventi simili.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE