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Trafficanti di esseri umani arrestati in Sudan


· In salvo 94 persone in maggioranza minori ·

Ragazzo al lavoro in una miniera d’oro vicino a Khartoum (Interpol)

Una rete per il traffico di esseri umani è stata smantellata a fine agosto a Khartoum, capitale del Sudan, e 94 persone, tra cui 85 bambini, alcuni dei quali stavano lavorando in miniere d’oro illegali, sono state portate in salvo: lo ha annunciato ieri l’Interpol. L’Operazione Sawiyan, che si è svolta dal 26 al 30 agosto, ha consentito l’arresto di dodici donne e due uomini durante un raid effettuato dalla polizia locale, con il sostegno dell’organizzazione internazionale della polizia criminale. La missione aveva come principale obiettivo «diversi punti nevralgici» della città come l’aeroporto internazionale e le miniere d’oro all’aperto situate nell’est, ha reso noto l’Interpol. Si sospetta che le persone arrestate appartengano a gruppi criminali che fanno commercio di «immigrazione clandestina, lavoro minorile e accattonaggio forzato». «La diversità delle nazionalità delle persone salvate (Sudan, Sud Sudan, Ciad, Repubblica del Congo, Eritrea, Niger) mostra fino a che punto il traffico di esseri umani e la tratta di esseri umani è un vero problema transnazionale, che richiede una risposta internazionale coordinata», ha dichiarato Tim Morris, direttore esecutivo dei servizi di polizia dell’Interpol.

Numerose vittime della rete smantellata sono minorenni, e lavorano in condizioni di estrema precarietà. Ragazzi molto giovani, alcuni hanno soltanto dieci anni, sono stati ritrovati mentre manipolavano prodotto tossici, come il “mercurio di cianuro”. Circa ventimila dollari sono stati ugualmente confiscati durante l’operazione, erano probabilmente la somma radunata dai trafficanti dopo il rapimento di un migrante, anche lui vittima del traffico di esseri umani.

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16 novembre 2019

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