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​Tra storia e famiglia

· ​Gli anni Cinquanta nelle fotografie di Antonello Trombadori ·

Per un certo periodo alla fine dell’estate passata Duccio Trombadori ha continuato a pubblicare su Facebook foto “familiari” della fine degli anni Quaranta e, quindi, dei primi anni Cinquanta. 

Antonello Trombadori

Lo scrive Pio Cerocchi aggiungendo che foto istantanee di personaggi che conosciamo per lo più per immagini ufficiali, divenute icone del loro tempo e che invece qui appaiono in luoghi ed atteggiamenti più semplici e, appunto, “familiari”. Ma non (o non solo) della sua famiglia, quanto piuttosto dell’ambiente politico e culturale del fotografo, possiamo dirlo, d’eccezione: Antonello Trombadori, padre di Duccio e, a sua volta, figlio di Francesco uno dei principali interpreti di quella corrente pittorica affermatasi tra le due guerre e anche oltre la seconda, conosciuta come «scuola romana».

«Tutto cominciò a Berlino nel 1948, dove — ricorda Duccio — mio padre si era recato subito dopo le riprese di Germania anno zero che Roberto Rossellini girò nella capitale tedesca ancora fumante nelle sue rovine ed entrò in possesso di una prestigiosa fotocamera Contax-Zeiss-Ikon che lo accompagnò per più di cinque anni in una avventurosa scoperta della fotografia». Dalle foto che ritraggono Pablo Picasso a Roma nell’ottobre del 1949, fino all’autunno del 1955 nel lungo viaggio nella Repubblica Popolare Cinese con una delegazione di intellettuali di «area laica e di sinistra» della quale facevano parte, oltre al «fotografo», tra gli altri: Piero Calamandrei, Norberto Bobbio, Franco Fortini e Carlo Cassola.

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16 luglio 2019

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