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Tra sogno e realtà

· «L’uomo sulla bicicletta blu» di Lars Gustafsson ·

Lars Gustafsson

Due pagine e già siamo al nocciolo della questione: lo stato d’animo del protagonista, Janne Victor Friberg, anziano piazzista di un robot da cucina, è a terra. Viaggia da ore e ore (ma così da anni) per villaggi e campagne del sud-ovest del suo Paese, la Svezia, senza vendere nulla, ed è un’altra volta il tramonto di una giornata del tutto insoddisfacente. Nella fattispecie, è un giorno d’autunno del 1953. Lo scrittore Lars Gustafsson (poliedrica figura di intellettuale, filosofo, matematico, drammaturgo e docente emerito di storia del pensiero) nel romanzo L’uomo sulla bicicletta blu (Milano, Iperborea, 2015, pagine 204, euro 16) segue il faticoso peregrinare di casa in casa del protagonista. Lo scrive Claudio Toscani aggiungendo che è ammirevole, e soprattutto appagante, la convergenza di così diverse discipline lungo i capitoli di una prosa tenue e allineata che prodigiosamente non fatica a tenere insieme le risultanze narrative di numerose aree di interesse.

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24 maggio 2019

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