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Segni di luce
e grida di dolore

· Il cardinale Sandri sulla storia del popolo armeno ·

«La storia della nazione armena è costellata di segni di luce, ma anche da tragici fatti»: lo ha ricordato il cardinale Leonardo Sandri incontrando la comunità della diaspora negli Stati Uniti d’America. In California per il trasferimento della cattedrale dell’eparchia armeno cattolica di Our Lady of Nareg da New York a Glendale, il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali ha presieduto la divina liturgia per l’elevazione a cattedrale della chiesa di San Gregorio l’Illuminatore.

«Il sogno di Giacobbe» (Bibbia di Venceslao, 1389-1395, Vienna)

Commentando le letture il porporato ha dapprima rievocato i «segni di luce», a partire «dal battesimo avvenuto nel 301», passando per i santi della Chiesa armena, in particolare Gregorio di Narek, proclamato da Papa Francesco lo scorso 12 aprile dottore della Chiesa universale. Quindi ha messo in evidenza i «tragici fatti» che hanno costellato la storia di questo popolo, il quale «per differenti ragioni e nelle diverse epoche ha dovuto mettersi in cammino», come nel caso del “grande male” di un secolo fa. In sostanza, ha spiegato il celebrante, lungo i secoli il popolo armeno «è stato capace di comportarsi come l’apostolo Paolo: ha affrontato le fatiche della lotta e della corsa nello stadio, ma lo ha fatto sempre perché afferrato da Cristo, ed è stato capace di affrontare enormi sacrifici pur di non smarrire il tesoro prezioso della propria fede». Da qui l’invito a chiedere «la grazia di essere consapevoli di questa grande storia, e di esserne intelligenti interpreti per il tempo presente, non per rivendicare, ma anzitutto per ricostruire e riconciliare».

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21 marzo 2019

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