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Tra rischi e potenzialità

· ​In Romania un incontro su cultura zingara e nuovi media ·

Vincent van Gogh«Accampamento di nomadi» (1888)

Riguardo al complesso mondo degli zingari, i mezzi di comunicazione moderni ricoprono un ruolo fondamentale perché viaggiano sul delicato crinale che sta fra l’essere strumenti di conoscenza, incontro e dialogo oppure l’alimentare pregiudizi e conoscenze errate o incomplete. Lo sottolinea il messaggio che il Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti — a firma del presidente, il cardinale Antonio Maria Vegliò, e del sottosegretario padre Gabriele Ferdinando Bentoglio — ha inviato ai membri del Comitato cattolico internazionale per gli zingari (Ccit) riuniti dal 24 al 26 aprile a Snagov, in Romania, per l’incontro annuale.

Il messaggio — letto nella mattina di sabato 25 aprile, in apertura dei lavori — mette in evidenza, infatti, come giornali, tv e internet siano spesso «messaggeri di “verità distorte”», veicoli di un linguaggio solitamente riservato ai protagonisti della cronaca nera. Questo, si sottolinea, «non è soltanto ingiusto ma è anche grave» perché «influenza in modo sostanziale la collettività che viene così a trovarsi, quasi inconsapevolmente, a nutrire sentimenti ostili e falsati verso questa etnia». L’uso scorretto di certi strumenti determina cioè «in modo significativo il criterio con cui vengono considerate le minoranze etniche e può incentivare comportamenti razzisti».

L’incontro del Ccit si conclude domenica 26 aprile con la messa presieduta dal vescovo di Iaşi, Petru Gherghel, promotore episcopale della pastorale degli zingari in Romania.

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05 dicembre 2019

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