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Tra realtà e sogno

· Oltre centocinquanta dipinti e disegni esposti ad Asti ·

Marc Chagall  «Le nozze» (1918)

Un mondo dove tutto è possibile, dove l’amore vince la gravità: è quello di Marc Chagall, che non si finisce di esplorare. Ricordi, fiabe, animali, poesia, religione, spettacolo, musica, guerra convivono nelle sue opere, oggi nei più importanti musei del mondo, dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di New York. Reduce dal successo riscosso a Seul, si è aperta ad Asti — città in forte crescita anche come attrattiva turistica — la mostra Marc Chagall. Colore e magia, curata da Dolores Durán Úcar, nel settecentesco Palazzo Mazzetti, lungo l’antica Strada Maestra. Realizzata da Fondazione Asti Musei, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Regione Piemonte, Comune di Asti in collaborazione con Gruppo Arthemisia (che pubblica il catalogo) con il patrocinio di Provincia di Asti, durerà fino al 3 febbraio 2019. Oltre centocinquanta dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, anche provenienti da collezioni private e inedite, in un percorso cronologico e tematico ridisegnano l’attività di Chagall dagli inizi, concentrandosi sui temi prediletti. Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno, lo stesso mondo che Chagall raffigura nei libri di incisioni. Il percorso espositivo, in sette sezioni, illustra la traiettoria artistica del pittore dal 1925 fino alla morte (1985). Superando il mero schema cronologico, propone una lettura nuova delle opere, consentendo al visitatore di addentrarsi nei temi principali dell’artista: la tradizione russa, legata alla sua infanzia, dalla quale non si allontanò mai; il senso del sacro e la profonda religiosità che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia, ma non solo; il rapporto con i letterati e i poeti; l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano che trovano espressione nei disegni per le favole; il mondo del circo, che lo affascina per l’atmosfera bohémienne e per la sete di libertà dell’artista; l’amore, chedomina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita. Non riducibile a nessuno dei movimenti d’avanguardia, che pure fanno parte della sua formazione parigina, Chagall crea il suo stile personale, difficile da classificare. La sua originale lingua poetica nasce infatti dall’unione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati trae gli elementi espressivi non prospettici, a volte mistici; la cultura russa, cui attinge sia attraverso le immagini popolari sia quelle religiose delle icone; la cultura occidentale, ove assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie, senza identificarcisi. (isabella farinelli)

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24 agosto 2019

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