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Tra san Matteo e Kafka

· A ​colloquio con Giulio Michelini, predicatore degli esercizi spirituali per il Papa e la Curia romana ·

Non solo l’evangelista Matteo. Anche Franz Kafka, Amos Oz ed Emmanuel Carrère, così come le famiglie, i poveri, i sofferenti, troveranno spazio nelle meditazioni degli esercizi spirituali predicati per Papa Francesco e la Curia romana dal 5 al 10 marzo. Il corso, che si svolgerà nella casa Divin Maestro di Ariccia, verrà tenuto dal francescano Giulio Michelini, dei frati minori, ordinario di esegesi neotestamentaria all’istituto teologico di Assisi e assistente del Movimento ecclesiale impegno culturale (Meic). «Passione, morte e risurrezione di Gesù secondo Matteo» è il tema scelto. 

James Tissot, «Il messaggio della moglie di Pilato»

Michelini è anche impegnato nella pastorale biblica, delle coppie, ed è responsabile nella diocesi di Perugia - Città della Pieve della formazione dei candidati al diaconato permanente. Ma in primo luogo è uno specialista di Matteo, avendo al suo attivo un commento al suo vangelo e uno studio sulla Passione. In questa intervista all’Osservatore Romano anticipa alcuni argomenti del corso di esercizi spirituali che terrà al Pontefice.

Come ha accolto la richiesta del Papa?

L’ho accolta con senso di responsabilità, gioia e anche un po’ di preoccupazione. Ho capito che si trattava di una cosa importante e confesso che prima di accettare ho consultato il mio direttore spirituale.

Perché la scelta di questo tema?

L’inizio della Quaresima ci proietta già verso la Settimana santa, nella quale celebriamo il cuore del mistero cristiano, cioè la Passione, morte e risurrezione di Gesù. Questo è già un motivo. D’altra parte, mi sono formato, ho lavorato e ho approfondito gli studi sulla Passione secondo Matteo. Quindi ho ritenuto di potermi misurare con il testo sul quale ho focalizzato molto la mia attenzione e sul quale posso dire qualcosa di utile.

Da dove nasce la sua predilezione per il vangelo di Matteo?

La prima ragione è che il mio dottorato è stato dedicato a Matteo. Quest’anno poi l’anno liturgico propone la lettura del suo vangelo, che è quello di Pietro e della Chiesa. È l’unico che conosca la parola ecclesìa. Inoltre, quando parlerò, avrò davanti a me i pastori della Chiesa e quindi ho pensato di scegliere un contesto che permetta di ascoltare proprio Pietro. Considerando anche che l’introduzione a tutto il corso di esercizi verrà svolta domenica e verterà su due punti: stare con Gesù e stare con Pietro.

Quanto ci sarà di attualità nelle sue meditazioni?

Molto. Penso alla meditazione che farò sulla moglie di Pilato. Mi ha aiutato a prepararla una coppia di sposi con la quale ho collaborato da tanti anni: i coniugi Gillini-Zattoni. Questo per dire che nelle riflessioni entrerà anche il tema della famiglia. Poi entreranno i poveri, perché all’inizio della Passione, nella pagina dell’unzione di Betania, Gesù dice: «I poveri li avrete sempre con voi». E poi entreranno i sofferenti, come Gesù nel Getsemani: possiamo dire che in quel luogo ci sono tutti coloro che ora vivono una prova e come Cristo si trovano a volte nella fatica di seguire la volontà di Dio. Anche i testi scelti per le meditazioni sono rappresentativi non saranno limitati ai temi evangelici: mi riferirò, tra l’altro, a opere come Il Regno di Emmanuel Carrère, Giuda di Amos Oz e La metamorfosi di Franz Kafka, che utilizzerò nell’ultima meditazione sulla risurrezione in cui parlerò del risveglio di Gesù. La scelta di Sophie di William Styron — dal quale Alan Pakula ha tratto il suo film con Meryl Streep — è un libro molto importante che mi servirà per parlare di Gesù e Barabba.  

di Nicola Gori

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23 maggio 2019

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