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Tra luce, linee e colori

· ​La Cina nelle fotografie di Tommaso Stilla ·

Si intitola Cina tra immagine e poesia (Milano, Made4Art Centro editoriale, 2017) l’ultimo lavoro di Tommaso Stilla, fotografo di viaggio per passione o, come ama definirsi, viaggiatore fotografo. Nel libro — introdotto da Raffaele Cera e arricchito dai testi di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni — Stilla ci presenta immagini reali patinate da una nostalgica vena poetica: di splendida efficacia e rara bellezza, le fotografie descrivono con maestrìa la regione autonoma del Guangxi.

Tommaso Stilla, «Pescatori sul fiume Ljiang»

Dopo i precedenti viaggi in Amazzonia e Costa Rica, questa volta Stilla — garganico di nascita, ma milanese di adozione — ci racconta una Cina segreta e affascinante che si estende nella parte meridionale del paese: attraverso i volti dei pescatori sul fiume Ljiang e dei contadini delle risaie Longsheng, conosciamo il lavoro e la fatica, ma anche la festa e la gioia degli abitanti.
È, quello di Stilla, un occhio fotografico avvezzo a guardare le forme diverse e variegate del mondo, un occhio che necessita non solo di tecnica, ma anche di sentimento, di sensibilità e di spirito di avventura per cogliere le varie bellezze che tanti territori ci offrono. In queste foto cinesi di Stilla si coglie quasi un’anima geometrica: al pari delle nostre doline carsiche, declivi, pendii e terrazzamenti raccontano non solo la conformazione geografica di una terra, ma anche l’anima della sua gente, saldamente intrecciata con quelle radici. È perciò estremamente labile il confine tra l’immagine e l’impulso emotivo che questi volti trasmettono. Tra essi, la nebbia che invade le sinuosità delle montagne, quasi Olimpo-sede di dei a cui è dedicata una processione, un vestito buono indossato secondo la tradizione, una festa del buon raccolto che il fotografo ritrae appassionatamente tra voti augurali e ringraziamenti. Altrove Stilla coglie invece l’anima del pescatore col cormorano, un’antica tecnica di pesca che si disvela di fronte all’obiettivo.
Tra acqua e pietra, tra cielo e terra, il fotografo si muove all’interno di un panorama incantevole, rendendolo fantastico agli occhi di chi guarda ammirato le città cinesi da Zhouzhuang alla metropoli futuribile di Shanghai. Come scrive Raffaele Cera, «tra luce, linee e colori» Stilla provoca emozioni «di stupore e meraviglia», penetrando con la sua macchina fotografica nel mistero d’una terra e di una popolazione. Avendo sempre bene presente, come afferma anche Papa Francesco nella Laudato si’, la necessità di equilibrio e armonia tra uomo e natura. Tra il mondo esteriore e quello proprio, personale, interiore.

di Matteo Coco

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20 giugno 2019

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