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Tra le comunità religiose  che animano la vita di Londra

· Arrestate cinque persone sospettate di preparare un attentato, ma il programma della visita è stato confermato ·

Il dialogo tra le culture e tra le religioni può contribuire a migliorare la società britannica, perché la ricerca — della fede come della ragione — arricchisce l'uomo e il contesto in cui vive, soprattutto quello odierno sempre più secolarizzato e conflittuale. Ne è convinto Benedetto XVI che ha dedicato la mattina di venerdì 17 settembre, secondo giorno del suo viaggio nel Regno Unito, a due incontri: con il mondo dell'educazione cattolica e con i leaders di altre religioni, nel Saint Mary's university college a Twickenham, nel sobborgo londinese di Richmond. In una delle poche università cattoliche, ma tra le più antiche, dell'Inghilterra, il Papa ha parlato ai giovani e ai loro educatori, per poi intrattenersi con esponenti di primo piano delle tante comunità religiose che animano la vita spirituale di questa metropoli cosmopolita.

Accolto dal rettore del College, dal cappellano, dal vescovo George Stack, ausiliare di Westminster, e dal ministro dell'istruzione del Regno Unito, Nick Gibb, il Pontefice ha visitato la cappella dell'ateneo, ove trecento tra religiosi e religiose impegnati nel campo dell'educazione cattolica gli hanno dato il benvenuto con canti di un coro giovanile.

Fondata dal Catholic poor schols committee nel 1850, nello stesso anno della restaurazione della gerarchia cattolica nel Regno Unito, la Saint Mary è affidata ai religiosi vincenziani. Lo spirito che anima gli educatori rimanda alle idee di John Henry Newman — il protagonista principale di questo viaggio del Papa — secondo il quale l'università deve essere una palestra per allenare la mente più che per accumulare conoscenze.

Nella cappella il Papa si è raccolto in preghiera e dopo il saluto di una religiosa, suor Theresa Browne, ha ascoltato la lettura tratta dal libro della Sapienza (7, 7) proclamata da Elaine Chaill. Ha pronunciato quindi il primo dei suoi tre discorsi della mattinata. Ha poi lasciato in dono un mosaico della Madonna del popolo. Ispirato a un'antica icona bizantina della chiesa romana di Santa Maria del Popolo, dov'è custodita dal 1231, il quadro è stato realizzato dallo Studio del mosaico in Vaticano nel 1991.

Successivamente Benedetto XVI ha raggiunto in papamobile il campo sportivo, dov'erano riuniti quattromila alunni delle scuole cattoliche britanniche, nelle loro caratteristiche divise, che avevano seguito la prima parte dell'avvenimento sui maxischermi. Al saluto del vescovo domenicano di Nottingham e presidente della commissione episcopale per l'istruzione, monsignor Malcolm Patrick McMahon — il quale ha annunciato che con la visita del Papa si apre l'Anno dell'educazione cattolica 2010-2011 — sono seguite un'offerta di doni, una breve esecuzione musicale, la proiezione di un video, la testimonianza della giovane Siobhan Bellot e il canto dell'Ave Maria. Prima di congedarsi, il Papa ha inaugurato la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, benedicendo un'icona e una candela, simboli della missione della fondazione, e una campana. L'università è anche una sede di allenamento per i prossimi giochi olimpici del 2012.

Con i membri del seguito papale hanno partecipato all'incontro il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, l'arcivescovo Jean-Louis Bruguès, segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica, e il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, invitati dai presuli britannici. Il discorso del Papa è stato diffuso in ogni scuola del territorio grazie a una connessione internet. Nel Regno Unito sono oltre 2.800 le istituzioni didattiche cattoliche, frequentate da 806.000 iscritti, pari al dieci per cento dell'intero sistema educativo. E se in passato per questa Chiesa locale la priorità erano i poveri figli degli immigrati irlandesi, ora lo sono quelli che giungono dai Paesi dell'Europa dell'Est, dall'Africa e dall'America latina.

Al termine il Pontefice si è trasferito nella vicina Walpole house, per l'incontro con i leader religiosi ebrei, musulmani, indu e sikh. Accolto nella Waldegrave Drawing Room dai saluti del rabbino capo delle United hebrew congregations of the Commonwealth, barone Sachs of Aldgate, e di un rappresentante della comunità musulmana, Khaled Azzam, direttore del Prince's school of traditional arts, Benedetto XVI ha pronunciato il suo discorso. L'arcivescovo di Liverpool, monsignor Patrick Altham Kelly, lo ha ringraziato e gli ha presentato una quindicina di autorità spirituali. In occasione della visita del Pontefice sono stati inaugurati alcuni locali sottoposti di recente a lavori di ristrutturazione.

Benedetto XVI era giunto nella capitale inglese la sera precedente, proveniente da Glasgow. Il velivolo con a bordo il Papa era atterrato verso le 21.30 all'aeroporto internazionale di Heathrow, nel sobborgo londinese di Hillingdon, dopo essersi levato un'ora e mezza prima dallo scalo scozzese. Dall'aeroscalo più trafficato del mondo si era subito diretto in nunziatura — residenza ufficiale durante questo viaggio — a Wimbledon. La sede della rappresentanza pontificia è affidata alla protezione di due grandi santi inglesi: Joseph Fisher e Thomas More. I loro stemmi sono affissi all'ingresso e le statue in legno scolpito ne sovrastano la scala interna principale.

Poche ore prima, nel pomeriggio il Papa aveva celebrato la messa nel Bellahouston Park di Glasgow. In automobile aveva percorso gli 86 chilometri che separano Edimburgo — dove aveva pranzato nella residenza arcivescovile — dalla seconda città scozzese. Salutate le autorità locali e con il primo cittadino Robert Winter e un gruppo di benefattori, in papamobile ha compiuto un giro tra i fedeli in attesa della celebrazione. Alle decine di migliaia di persone presenti — scozzesi, ma anche dell'Irlanda del Nord e della parte settentrionale dell'Inghilterra — si sono unite tantissime altre in tutto il mondo attraverso la televisione o via internet. Dopo il saluto dell'arcivescovo di Glasgow, monsignor Mario Joseph Conti, il Pontefice ha presieduto il rito e tenuto l'omelia. Con lui hanno celebrato i cardinali Bertone, segretario di Stato, O'Brien, Murphy O'Connor e l'irlandese Brady; tra gli arcivescovi, il sostituto Filoni, il segretario per i rapporti con gli Stati Mamberti, il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani Koch e l'arcivescovo di Westminster Nichols; il vescovo Hlib Lonchyna, capo spirituale della Chiesa ucraina di rito bizantino in Gran Bretagna. In pratica erano rappresentate tutte le comunità cattoliche del Regno Unito.

Il Papa ha donato due calici per le arcidiocesi scozzesi di Edimburgo e di Glasgow. Il rito è stato allietato dalsuono delle cornamuse e dalla stupenda voce di Susan Boyle, l'artista ormai nota in tutto il mondo grazie a un talent show televisivo.

A pochi metri dall'imponente palco allestito per la celebrazione di Benedetto XVI, anche Papa Wojtyla celebrò la messa davanti a 250.000 fedeli il 1° giugno 1982. Tra i trenta bambini che ricevettero dalle sue mani la prima comunione c'era anche, in braccio alla madre, la piccola Rosemarie Stevenson. Affetta da una grave disabilità psicomotoria, all'epoca aveva 8 anni. Oggi a 36 è di nuovo salita sull'altare, sorretta per ricevere l'Eucaristia dalle mani di Papa Ratzinger.

Nella tarda mattinata, dopo la notizia dell'arresto di cinque persone sospettate di preparare un attentato, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha ribadito piena fiducia nelle forze di polizia e ha confermato che il programma della visita non subirà variazioni.

I discorsi di Benedetto XVI

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