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Tra i mali del mondo
il seme del Regno

· All’udienza generale il Papa parla del Padre Nostro e nel pomeriggio celebra la messa delle Ceneri a Santa Sabina ·

«“Venga il tuo Regno!”. Seminiamo questa parola in mezzo ai nostri peccati e ai nostri fallimenti»: è la consegna che il Papa, proseguendo le catechesi sul Padre nostro, ha affidato ai fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale del 6 marzo, mercoledì delle Ceneri, poche ore prima di recarsi nella basilica romana di Santa Sabina all’Aventino per la celebrazione penitenziale.

Commentando il brano biblico tratto dal vangelo di Matteo 13, 31-32 — la parabola del granello di senape — Francesco si è soffermato sulla seconda invocazione della preghiera di Gesù, in cui «il credente esprime il desiderio che si affretti la venuta del Regno» di Dio.

Francesco è partito dalla constatazione iniziale che sebbene Cristo sia venuto sulla terra, purtroppo «il mondo è ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento», come, per esempio, la «tratta dei bambini». Di conseguenza, ha aggiunto, «questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si è ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso». Ma, ha osservato il Pontefice, «è soprattutto in queste situazioni che sulle labbra del cristiano affiora la seconda invocazione del “Padre nostro”: “Venga il tuo regno!”. Che è come dire: “Padre, abbiamo bisogno di Te! Gesù, abbiamo bisogno di te, abbiamo bisogno che ovunque e per sempre Tu sia Signore in mezzo a noi!”».

Ecco allora, ha proseguito Francesco, che gli uomini tendono a chiedersi «come mai questo Regno si realizza così lentamente». E la risposta è che esso «è certamente una grande forza, la più grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta».

Da qui l’esortazione conclusiva a pregare con questa invocazione: «Regaliamola alle persone sconfitte e piegate dalla vita, a chi ha assaporato più odio che amore, a chi ha vissuto giorni inutili senza mai capire» il motivo. «Doniamola — ha insistito — a coloro che hanno lottato per la giustizia, a tutti i martiri della storia, a chi ha concluso di aver combattuto per niente e che in questo mondo domina sempre il male».

In tarda mattinata, attraverso un tweet postato su @Pontifex, il Papa ha ricordato l’inizio del tempo quaresimale, esortando i fedeli a «vivere questo tempo in un autentico spirito penitenziale e di conversione, come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte».

La catechesi

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21 novembre 2019

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