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Tra disagi e solidarietà

· ​Al centro del messaggio per la domenica del mare l’impegno umanitario per il soccorso dei migranti ·

Storie di dolore e di solidarietà si intrecciano quotidianamente sulle acque del Mediterraneo e delle altre rotte di navigazione. E la Chiesa, nel celebrare il prossimo 12 luglio la domenica del mare, invita i cristiani di tutto il mondo a non dimenticare il dramma delle migliaia di migranti che cercano un futuro. Nel contempo però vuole esprimere attenzione e gratitudine anche verso una categoria di lavoratori, quella dei marittimi, che nei mari e negli oceani affrontano notevoli disagi fisici e psicologici. Una realtà che coinvolge nel mondo un milione e duecentomila persone, alle quali si rivolge il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti attraverso un messaggio a firma del cardinale presidente, Antonio Maria Vegliò, e del vescovo segretario Joseph Kalathiparambil. Nel documento di quest’anno si esprime una particolare riconoscenza per «il grande sforzo umanitario svolto dagli equipaggi delle navi mercantili che, senza esitazione, e a volte a rischio della propria vita, si sono adoperati in numerose operazioni di soccorso salvando la vita di migliaia di migranti».

La drammatica emergenza che ha come teatro il Mediterraneo si aggiunge agli obiettivi disagi che vivono normalmente i marittimi, lavoratori pressoché «invisibili» ai più, ma che garantiscono a tutti, «con il loro lavoro e i loro sacrifici», innumerevoli vantaggi gestendo sulle rotte di tutto il mondo il trasporto e la consegna di merci di ogni genere. Purtroppo, si legge nel messaggio, ci accorgiamo di loro e «dei loro sacrifici solo quando avviene qualche tragedia».

Nel sostenere tutti i marittimi, il Pontificio Consiglio esprime riconoscenza anche «a tutti i cappellani e volontari dell’apostolato del mare». Anche il loro servizio è prezioso: «la loro presenza nei porti — si legge nel messaggio — è il segno della Chiesa» tra quanti lavorano in mare «e mostra il volto compassionevole e misericordioso di Cristo».

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10 dicembre 2019

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