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Tra cultura
e informazione

· ​Una storia del fotogiornalismo italiano ·

L’informazione attraverso le immagini in Italia è stata «spesso un’informazione “negata” in una carta stampata che ha sempre manifestato una scarsa considerazione per la qualità e autorialità delle immagini, per il loro valore precipuamente informativo, e che si è orientata in diversi momenti della storia italiana, per diverse ragioni, verso un giornalismo d’evasione e d’intrattenimento teso più ad amplificare i miti e i desideri della società dei consumi che a mostrare le molteplici, complesse e contraddittorie realtà del Paese». È la tesi sostenuta da Uliano Lucas e Tatiana Agliani nel volume La realtà e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia (Torino, 2015, Einaudi, pagine xxvi-569, euro 42) che colma un vuoto nella pur ricca pubblicistica sulla stampa italiana, che non ha mai analizzato compiutamente il contributo dei fotoreporter all’informazione. La maggior parte delle pubblicazioni ha infatti privilegiato un taglio culturale ed estetico nella lettura della fotografia giornalistica, tralasciando le questioni relative a ruolo e funzione dell’immagine nel sistema dell’informazione, nonché allo spazio a essa dedicato, centrale invece per comprenderne scelte narrative ed espressive. Lo scrive Gaetano Vallini aggiungendo che ricostruendo la storia del fotogiornalismo italiano, gli autori ragionano sulla funzione, sulle caratteristiche e sui limiti che ne hanno segnato l’evoluzione. E lo fanno analizzando le scelte culturali e politiche del giornalismo fotografico, seguendo la storia delle testate e dei fotoreporter, nonché esaminando generi e stili, così come il rapporto fra fotografia e messa in pagina, prospettive e sensibilità con cui i fotografi hanno scelto di osservare e descrivere ciò che vedevano. Ma la loro è anche un’indagine su come la carta stampata ha usato le immagini in relazione a un ideale di fotogiornalismo come strumento di testimonianza, di conoscenza e di riflessione sulla realtà. Un ideale che di fatto si è scontrato con una pratica caratterizzata invece da una costante tensione tra la preminente funzione dell’informazione e altre prerogative assunte dalle immagini all’interno del giornale. Funzioni sostanzialmente di intrattenimento, alleggerimento o evasione.

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16 luglio 2019

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