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Tra collegialità e dialogo

· A Lovanio una conferenza del cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ·

«Poiché la Chiesa è molto grande», il lavoro della Congregazione per la dottrina della fede dev’essere svolto necessariamente «in squadra, cioè nel dialogo, nello scambio tra le tendenze teologiche e nell’ascolto dell’altro». 

Lo ha sottolineato il cardinale prefetto Gerhard Ludwig Müller, intervenendo all’università di Lovanio al colloquio internazionale Omnes Gentes organizzato dal 26 al 29 ottobre dalla Conferenza episcopale del Belgio, in collaborazione con Missio e le facoltà teologiche dell’ateneo sul tema: «Una Chiesa in dialogo, rileggere il Vaticano II».

Nel suo ampio e articolato discorso d’apertura il porporato ha analizzato l’argomento dei lavori alla luce del carattere “dialogico” dei principali documenti conciliari. Quindi si è soffermato sulla necessità del dialogo nella Chiesa in generale e nelle sue istituzioni particolari, descrivendo a titolo esemplificativo l’attività del suo dicastero, da molti sommariamente giudicato — ha commentato — «un’istanza di non-dialogo e di rifiuto del dialogo». In pratica, ha detto, sembra «che il magistero renda impossibile un dialogo autentico» e «che evocando costantemente e tenacemente il deposito della fede, il magistero chiuda definitivamente la porta alle discussioni sulle questioni rimaste in sospeso, che soffochi il dialogo». In realtà le cose non stanno così, ha spiegato il cardinale presentando ai partecipanti all’incontro lo stile di lavoro che caratterizza la Congregazione. 

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14 ottobre 2019

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