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Tra asilo e ricollocamenti

· ​Difficili le procedure per il trasferimento di migranti ·

«L’intesa Ue-Turchia sui migranti sta funzionando e le due parti restano impegnate». Sono parole del coordinatore europeo per l’attuazione dell’accordo, Maarten Verwey. Ha sottolineato che sulla rotta balcanica si è passati da 10.000 arrivi al giorno a una media di 100. 

Poliziotti e migranti al confine  tra Serbia e Ungheria (Afp)

Le procedure per il riconoscimento dell’asilo e la logistica nelle isole restano le due sfide principali. Verwey, parlando a Bruxelles con i giornalisti, ha affermato che «i rimpatri cominciano a funzionare», ammettendo però che fino ad ora ne sono sono stati fatti in tutto 578. Verwey ha riconosciuto che «i tempi lunghi delle procedure hanno ripercussioni sul morale dei migranti, sulle infrastrutture e sul tessuto sociale, con conseguenti tensioni». Ha fatto sapere che per alleviare la pressione nei campi, dalla settimana scorsa, «si è iniziato a trasferire i gruppi vulnerabili sulla terraferma». Sono «persone che già in partenza è chiaro che non saranno rinviate in Turchia, come ad esempio i minori non accompagnati».
Per quanto riguarda il problema dei ritardi nelle procedure per la richiesta d’asilo in Grecia, Verwey ha chiarito il ruolo dei comitati d’appello. Se sono state, infatti, 3500 le decisioni in prima istanza (2900 di queste per inammissibilità), i comitati d’appello ne hanno prese solo 300 e in 250 casi hanno capovolto il verdetto. Solo per sei casi di siriani, i giudici greci hanno riconosciuto che il loro rimpatrio in Turchia sarebbe stato sicuro.
I ricollocamenti di migranti dall’Italia o dalla Grecia verso altri paesi dell’Unione resta una questione spinosa. A livello di Commissione europea c’è stato l’accordo, ma il provvedimento non è stato eseguito dalla maggioranza dei paesi. Il presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, ha ricordato che «solo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha provveduto a fare la sua parte, con almeno 5000 migranti accolti in un anno».
E sul tema dei ricollocamenti si è anche pronunciato Verwey, spiegando che la misura non interessa le isole dell’Egeo proprio in virtù dell’accordo Ue-Turchia, ma che riguarda la penisola greca, dove i trasferimenti sono stati in tutto 4374. Ma Verwey ha spiegato che, sulla base di una pre-registrazione delle candidabilità, è emerso che solo 24.000 casi rispondono ai criteri di trasferibilità.

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