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Torniamo amici

· Paolo VI e gli artisti ·

Era il 1973 quando Paolo VI, nel discorso inaugurale ai Musei vaticani della Collezione d’arte religiosa moderna, oggi Collezione arte contemporanea, sottolineava come l’arte del tempo potesse avere un ruolo importante anche nell’ambito del messaggio evangelico e del suo rapportarsi alla Chiesa: «L’arte religiosa è frutto d’altra e oramai sorpassata stagione dello spirito umano, ovvero è e può esserlo anche di questa moderna stagione, ove la radice religiosa sembra aver perduto tanto della sua magica virtù ispiratrice? (...) Esiste, oggi, un’arte religiosa, attuale, moderna, figlia del nostro tempo e gemella dell’arte profana, che ancora assilla e incanta l’occhio, e anche lo spirito dell’uomo del nostro secolo?».

Lello Scorzelli, «Schizzo con figura di Paolo VI» anni settanta del Novecento

Papa Montini volle stabilire subito con gli artisti un dialogo dove il confronto sulle tematiche sacre fosse proficuo e vivace, promuovendo i nuovi linguaggi espressivi del Novecento. Per troppo tempo la Chiesa sembrava si fosse limitata a chiedere agli artisti modelli ripetitivi ispirati dai dettami del passato. Comprensibile come i maestri del Novecento avessero indirizzato l’ispirazione su altre altre tematiche. È un fatto che già arcivescovo di Milano, Montini si cura di avviare fra il 1954 e il 1963 i lavori per oltre 100 chiese, offrendo alle periferie in piena espansione la presenza di un’assistenza religiosa e definendole «fiori di spiritualità nel deserto», consolidando i rapporti con architetti e artisti e rivendicando anche vivamente il ruolo identificativo della chiesa, punto di aggregazione e convergenza.

Fu proprio nel capoluogo lombardo che si intensificò il dialogo con pittori e scultori, grazie anche al cenacolo che prese vita attorno alla Galleria d’arte sacra dei contemporanei (Gasc), inaugurata nel dicembre 1955 nella sede di Villa Clerici, diretta dal suo fondatore Dandolo Bellini, raffinato cultore d’arte, collezionista e mecenate.

Sulla sua persona nel 2015 la Aracne Editrice ha pubblicato il volume Dandolo Bellini e l’istituzione della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei a Villa Clerici di Alice Tonetti. Artisti come Luciano Minguzzi, Floriano Bodini, Enrico Manfrini, Mario Rudelli, Luigi Filocamo, Silvio Consadori, come pure Francesco Messina, Aligi Sassu, Eros Pellini e altri ancora in quel luogo si incontravano per confrontarsi coniugando le loro esperienze al sacro: «Qui mi sono riconciliato con l’arte moderna» disse Giovanni Battista Montini in visita alla Gasc e non fu un caso che, eletto al Soglio pontificio, chiamò a operare per la Chiesa diversi artisti lì conosciuti, nonché lo stesso Dandolo Bellini a collaborare nella realizzazione della Collezione d’arte religiosa moderna dei Musei vaticani.

Era il maggio del 1964 quando Paolo VI nell’omelia rivolta agli artisti invitati per l’udienza loro dedicata nella Cappella Sistina disse: «Ritorniamo a essere amici?», cercando di ricucire uno strappo durato circa due secoli, di fatto confermando quanto gli artisti fossero custodi della bellezza. «Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione», aggiunge Paolo VI nel Messaggio agli artisti nel 1965, in chiusura del concilio.

È dalla celebre frase pronunciata dal Papa alla Sistina che prende spunto la mostra allestita sino al 14 aprile alla Gasc, intitolata «Torniamo amici. Paolo VI e gli artisti». L’esposizione, curata da Luigi Codemo e Alice Tonetti, è stata organizzata dalla stessa Gasc, dalla Casa di Redenzione Sociale di Milano, con il patrocinio dell’arcidiocesi di Milano e dell’Associazione musei ecclesiastici italiani.

Circa una cinquantina di opere fra dipinti, disegni, sculture, bozzetti e grafiche di raro esposte al pubblico e in alcuni casi inedite. A firmarle i numerosi artisti soliti alla frequentazione del cenacolo, oltre ai prestiti giunti dalla Collezione d’arte contemporanea dei Musei vaticani e dalla Collezione Paolo VI – Arte contemporanea di Concesio. In rassegna anche proiezioni, foto e gessi di opere eseguite nelle chiese periferiche di Milano, i disegni preparatori, i bozzetti i gessi e i bronzi della cappella privata di Paolo VI studiata dal Bellini, con gli interventi di maestri riconducibili alla Gasc dove, durante la mostra, sarà aperta la Cappella di Santa Teresa di Villa Clerici, realizzata negli anni Cinquanta con evidenti analogie con quella in Vaticano, all’interno del Palazzo apostolico. Conclude idealmente la rassegna il disegno preparatorio di Pericle Fazzini, dai Musei vaticani, per la bellissima Risurrezione nella sala delle udienze in Vaticano.

di Susanna Paparatti

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22 agosto 2019

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