Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Torna in Siria l’incubo
delle armi chimiche

· ​Secondo il governo i ribelli hanno usato gas letali ·

Non si fermano le violenze jihadiste in Siria. E torna anche l’incubo delle armi chimiche: l’agenzia Sana, controllata dal governo di Damasco, ha reso noto ieri che «i terroristi hanno sparato colpi di artiglieria contenenti gas» nella parte occidentale di Aleppo e che 35 persone «hanno mostrato segni di soffocamento in seguito all’attacco». La Sana precisa inoltre che l’attacco è avvenuto nel quartiere di Hamdaniya. I 35 feriti sono stati ricoverati in ospedale. In ogni caso, non ci sono al momento conferme indipendenti dell’uso di ordigni chimici in territorio siriano. Da parte dei ribelli e dei gruppi jihadisti, nessuna dichiarazione in proposito. Sempre sul fronte militare, diverse fonti riferiscono questa mattina di violenti combattimenti a nord di Aleppo, al confine con la Turchia, tra governativi e ribelli. Sono circa due milioni i civili intrappolati dagli scontri nell’intera regione di Aleppo. Gli aiuti umanitari stentano ad arrivare e la situazione si sta facendo di giorno in giorno sempre più complessa. Le Nazioni Unite hanno infatti bloccato i convogli umanitari a causa della mancanza di adeguate misure di sicurezza. Sul piano diplomatico, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, si è detto «sconvolto» e «scioccato» dagli ultimi giorni di combattimento, con diversi colpi di artiglieria esplosi sui quartieri civili ad ovest di Aleppo. In una dichiarazione diffusa a Ginevra, il diplomatico italo-svedese ha riferito che ci sono «rapporti credibili che indicano che decine di civili ad Aleppo ovest siano rimasti uccisi, tra cui diversi bambini, e centinaia feriti a causa degli attacchi senza fine e indiscriminati operati dai gruppi dell’opposizione armata». Coloro che sostengono questi gruppi — ha detto de Mistura, mediatore nei negoziati a Ginevra — «dovrebbero ricordare che nulla può giustificare l’utilizzo di armi sproporzionato e indiscriminato, e anche le armi pesanti, nei settori abitati dai civili e che questi potrebbero rappresentare crimini di guerra».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE