Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Torna l’incubo dei gas letali

· Scambio d’accuse tra Governo e ribelli sull’impiego di armi chimiche in Siria ·

 Torna in Siria l’incubo delle armi chimiche e con esso lo scambio di accuse, già registrato la scorsa estate, tra il Governo del presidente Bashar Al Assad e i ribelli. 

In ventiquattr’ore sono stati denunciati due episodi di uso di gas letali — sui quali non è possibile avere conferme indipendenti — avvenuti rispettivamente in un sobborgo di Damasco e in un villaggio nella provincia di Hama.

Il Governo siriano — il cui arsenale chimico è stato messo da mesi sotto il controllo della comunità internazionale che provvederà a distruggerlo — ha accusato i ribelli islamisti del Fronte al Nusra di aver usato gas cloro nel villaggio di Kfar Zeita, appunto nella provincia di Hama, causando due morti e un centinaio di intossicati con gravi problemi di respirazione. Secondo gli organi di stampa ufficiali, i ribelli potrebbero essere in possesso anche del più pericoloso gas sarin.

Fonti dell'opposizione attribuiscono invece alle forze governative sia questo attacco sia uno avvenuto in precedenza ad Harasta, un sobborgo di Damasco, dove ci sarebbero stati sette morti per un bombardamento con gas nocivi.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

26 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE