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Torna la violenza nel Darfur

· Migliaia di persone in fuga per scontri nel campo profughi di Kassab ·

Sanguinosa repressione a Nyala delle proteste per il carovita

Migliaia di nuovi profughi sono segnalati per il riaccendersi delle violenze nel Darfur, la regione occidentale sudanese teatro da un decennio di un conflitto civile che ha provocato una delle maggiori crisi umanitarie tuttora in atto nel mondo. Secondo fonti dell’Unamid, la missione dispiegata congiuntamente nel Darfur dall’Onu e dall’Unione africana,  sarebbero circa 25.000 gli sfollati causati dai disordini e all’insicurezza crescenti seguiti all’uccisione di un capo distrettuale, Abdelrahman Mohammed Eissa,  durante un sopralluogo nel campo profughi di Kassab, a Kutum, nel nord della regione.  Le fonti dell’Unamid hanno riferito che membri della tribù di Eissa avrebbero ucciso per rappresaglia due sfollati e distrutto il mercato locale. Ad alimentare le tensione nel Darfur c’è stata in questi giorni anche la repressione da parte della polizia di manifestazioni di protesta  per il carovita a Nyala, nel sud della regione.  Il movimento di opposizione Sudan Change Now ha riferito di  almeno 15 persone uccise, per lo più giovani tra i 15 e il 20 anni.

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17 agosto 2019

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