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Torna la calma a Tripoli

· Una seconda riunione delle milizie libiche convocata dall’Onu per domenica ·

Un secondo incontro è previsto domenica per discutere il rafforzamento del cessate il fuoco a Tripoli ed «esaminare il meccanismo di monitoraggio». 

Gruppi armati controllano l’accesso a Tripoli (Reuters)

Lo annuncia il portavoce della Missione di supporto delle Nazioni Unite in Libia, Sausan Ghosheh, confermando anche la creazione da parte dell’istituzione Onu di una hotline per i gruppi presenti nell’incontro di martedì per segnalare violazioni della tregua. L’Onu si dimostra ottimista sull’efficacia del cessate il fuoco tra le principali parti in conflitto in Libia, che secondo l’inviato speciale delle Nazioni unite in Libia, Ghassan Salamè, «ha effettivamente bloccato i combattimenti e ha iniziato il ripristino dell’ordine a Tripoli». Un annuncio che contrasta tuttavia con l’accusa di ieri da parte della Settima Brigata, una milizia proveniente dalla città di Tarhuna, di una violazione della tregua. Intanto l’ufficio stampa del governo di unità nazionale (Gna) ha indicato che il premier libico Fayez Al Sarraj, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha assunto anche l’incarico di ministro della difesa. Al Sarraj sostituisce Mahdi Al-Barghathi, di cui il consiglio presidenziale del governo nazionale aveva già chiesto le dimissioni a fine luglio. Da ieri inoltre è tornato operativo l’aeroporto di Mitiga, l’unico scalo in funzione a Tripoli ma chiuso dal 31 agosto a causa degli scontri fra milizie. «Assicurare l’apertura dell’aeroporto di Mitiga, di tutte le strade della capitale e di quelle che vi confluiscono» era il quinto dei sette punti dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto tre giorni fa.

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26 agosto 2019

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